Le Marche come l’Umbria, Salvini ne è convinto

Le Marche come l’Umbria, Salvini ne è convinto

Tappa a Senigallia per il leader della Lega. “Sulla salute non si può risparmiare, riapriremo gli ospedali ed i presidi sanitari che sono stati chiusi negli ultimi anni”. “La rinascita delle zone terremotate possibile solo con maggiori poteri ai sindaci”

SENIGALLIA – In serata il tour marchigiano di Matteo Salvini ha fatto tappa a Senigallia. Ad attenderlo, al Finis Africae, quasi trececento persone, tra simpatizzanti ed elettori della Lega. Ed ovviamente Salvini non si è sottratto alle domande dei giornalisti.

Quale futuro per la Regione? “C’è un’amministrazione di sinistra – ha subito affermato il leader della Lega – che non ha neppure ricandidato il governatore uscente. Più ammissione di sconfitta di questa è difficile trovarla. La gente nelle piazze, nelle aziende ci chiede di far bene. E dal 20 settembre anche le Marche vedranno che con la Lega al Governo, come accade nella vicina Umbria, molte cose cambieranno”.

Inevitabile, in questo complicato momento, il riferimento alla sanità. “Sulla sanità – ha detto chiaramente il leader della Lega – non si taglia e non si scherza. Non vogliamo fare promesse mirabolanti. Ma sulla salute non si può risparmiare. Nelle Marche riapriremo gli ospedali ed i presidi sanitari che sono stati chiusi negli ultimi anni”.

Poi il Covid e le polemiche delle ultime ore. “A me – ha detto Matteo Salvini – interessa solo che molti operai rischiano il licenziamento, che la scuola è ferma, che le banche non hanno dato quello che dovevano e il governo italiano è l’ultimo in Europa. Tutto il resto conta poco”.

C’è poi un vasto territorio marchigiano che non riesce ancora a riprendersi dopo il terremoto. Cosa fare? “Rimango convinto che l’unica soluzione sia quella di dare maggiori poteri ai sindaci. Basta guardare l’esempio di Genova, dove con il potere al sindaco si è subito ricostruito il ponte. Quindi soldi e competenze a chi guida i Comuni. Personalmente non credo ai commissariamenti. Sindaci, ovviamente, di qualunque colore politico. Se un sindaco è bravo, viva il sindaco. Punto e basta. Altrimenti fra cinque anni saremo ancora qui a parlare di cosa fare per far rinascere le zone terremotate. E questo non va bene”.

A Senigallia, dove a settembre si voterà anche per il rinnovo del Consiglio comunale, il centrodestra ha avuto grandi difficoltà nel trovare sia l’unità, sia un candidato sindaco. Ed a Salvini è stato chiesto se è dovuto intervenire anche lui per risolvere il problema. Immediata la risposta: “No”. “Nelle Marche, sono intervenuto – ha poi aggiunto il leader della Lega – solo a Macerata dove c’erano problemi veri. Ma anche lì abbiamo risolto tutto. E puntiamo a vincere”.

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QS – RIPRODUZIONE RISERVATA - www.quisenigallia.it

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