“Il Covid ci ricorda che i diritti dei lavoratori non sono derogabili”

“Il Covid ci ricorda che i diritti dei lavoratori non sono derogabili”

La proposta di Stefania Pagani per Vola Senigallia con Fabrizio Volpini per monitorare e garantire il rispetto dei diritti dei lavoratori e della sicurezza nei luoghi di lavoro

SENIGALLIA – “Se c’è una cosa che ci ha insegnato il Covid è che il rispetto della salute e della sicurezza sui posti di lavoro sono doveri inderogabili non solo per il datore di lavoro, ma per tutta la comunità. L’attenzione dell’opinione pubblica e della società con il Covid si è, improvvisamente, concentrata su due temi che in Italia non hanno mai avuto grande seguito. I diritti dei lavoratori da anni sono l’ultima delle preoccupazioni, in un’economia che sopravvive a stento sulle spalle di questi ultimi. Viviamo nel Paese in cui il cosiddetto “lavoro nero” è l’unica fonte di reddito per circa 3,7 milioni di persone, invisibili dal punto di vista contrattuale, fiscale e contributivo. Secondo l’Istat il tasso di incidenza del lavoro irregolare su quello regolare in Italia supera in media il 15% con punto del 60% nel lavoro domestico e del 17% nel commercio.

“Questi lavoratori invisibili da sempre, lo sono diventati ancora di più durante il Covid. Per loro non c’erano diritti prima, non ci sono ora. Esiste poi un mondo che fa finta di essere regolare: contratti part-time quando si lavorano anche 60 ore settimanali, finte ferie, finti contributi, escamotage di ogni tipo con cui i datori di lavoro, ricattando il lavoratore con la minaccia della perdita del lavoro, risparmiano sulla pelle dei lavoratori rubando loro contributi, ferie e diritti”. Queste le riflessioni di Stefania Pagani, medico e candidata della coalizione di centro sinistra per Fabrizio Volpini Sindaco, con la lista civica Vola Senigallia.

“In questo contesto già di per sé drammatico si è inserito il Covid che ha ricordato come la salute è l’unica cosa da cui non possiamo prescindere e che senza di essa non c’è nient’altro. La salute è un diritto tutelato dall’articolo 2 della Costituzione Italiana, oltre che dal Testo Unico sulla Sicurezza, Decreto legge 81/2008: una bibbia per gli addetti ai lavori ma anche una guida per tutti noi. Lo è stato anche durante il difficile periodo in cui bisognava adattare le nuove disposizioni in tema di sicurezza ad ogni singola e particolare realtà aziendale. Ad ogni datore di lavoro, aiutato da responsabili delle prevenzione e dai medici competenti, è stato chiesto da parte delle istituzioni nazionali di riadattare il proprio contesto aziendale alle nuove esigenze di sicurezza e, a volte, anche a modificare l’organizzazione del lavoro, in alcuni casi lo stesso lay-out aziendale o addirittura riconvertire la produzione. Si pensi alle modifiche degli orari per garantire accessi scaglionati in azienda o negli spazi comuni, o al nuovo bisogno di informazioni dei propri lavoratori rispetto al rischio di contagio da Covid-19”

Esperta del settore, attenta lettrice della realtà e delle singole esigenze, Stefania Pagani porta alla luce la necessità urgente di linee guida generali, oggi contenute nei nuovi Protocolli condivisi. Nati da un’intesa a livello nazionale in un momento drammatico della nostra società, questi protocolli sono il frutto del lavoro condiviso di associazioni di categoria, organizzazioni sindacali e autorità pubbliche sanitarie e non, la cosiddetta “comunità del lavoro”. La scelta di far sedere a un tavolo i rappresentanti dei datori di lavoro e dei lavoratori ha permesso di avere una visione “partecipata” della sicurezza e della salute negli ambienti di lavoro, un approccio nuovo che potrebbe essere utile anche in futuro per affrontare le pagine nere del lavoro italiano: dal lavoro sommerso ai rischi per la sicurezza e salute dei lavoratori fino alle morti bianche. Oggi più che mai è fondamentale affrontare la sfida dell’emersione del lavoro sommerso e dello sfruttamento della manodopera, problemi da tempo noti ma troppo spesso sottaciuti.

La lotta al lavoro sommerso è in stretta relazione alle politiche rivolte al miglioramento delle condizioni di lavoro, al rispetto della salute e sicurezza sui posti di lavoro. Un ambiente di lavoro caratterizzato dallo sfruttamento della manodopera si presta maggiormente al mancato rispetto delle norme antinfortunistiche, di quelle sulla sicurezza dei luoghi di lavoro e delle attuali normative anti-covid. Ce l’ha dimostrato un recente caso di cronaca avvenuto “a casa nostra”: la sospensione di un’attività imprenditoriale a Tre Castelli in cui, oltre allo sfruttamento dei lavoratori (tre di loro erano in nero) sono state riscontrate anche irregolarità sul rispetto delle norme anti-Covid.

“Voglio continuare, come ho sempre fatto, a difendere i diritti dei lavoratori e a sostenere l’istituzione di un tavolo permanente di confronto per la qualità del lavoro cui siano chiamati a partecipare sindacati ed associazioni di categoria insieme a enti e istituzioni deputate alla tutela del lavoro e dei lavoratori.

Il tavolo potrebbe svolgere oltre che una funzione di monitoraggio delle criticità presenti sul territorio, anche quella di laboratorio di possibili soluzioni partendo dalle buone pratiche in essere. Un tavolo da cui poter far scaturire strumenti e strategie per aumentare l’efficacia delle azioni di contrasto, ma anche iniziative di sensibilizzazione culturale rivolte alle categorie interessate e a tutta la cittadinanza”. Questa è la proposta di Stefania Pagani per monitorare e garantire il rispetto dei diritti dei lavoratori e della sicurezza nei luoghi di lavoro, che trova concretezza nel ricco programma di Fabrizio Volpini e della sua coalizione.

 

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