Volpini accoglie Bartolo a Senigallia: “Vogliamo una città ben amministrata”

Volpini accoglie Bartolo a Senigallia: “Vogliamo una città ben amministrata”

SENIGALLIA – “Noi marchigiani siamo già un popolo libero, non abbiamo bisogno di essere liberati. Invito piuttosto loro a liberarsi da se stessi, dal clima di odio e rancore”. Il medico lampedusano Pietro Bartolo, domenica sera alla Chiesa dei Cancelli per appoggiare il centrosinistra alle prossime elezioni comunali e regionali, ha risposto così allo slogan della destra che utilizza una parola cara alla storia della resistenza italiana e alla sua “liberazione” dal fascismo per fini elettorali e propagandistici.

Definendosi “marchigiano” Pietro Bartolo ha ricordato il suo profondo legame alla città e ai suoi abitanti, in particolare ai suoi amici e colleghi Stefania Pagani e Fabrizio Volpini, e a una terra che gli ha permesso con i tanti voti ricevuti di diventare nel 2019 europarlamentare. “Quei voti li ha presi quel medico che rappresenta valori come la solidarietà, l’accoglienza, la condivisione e non l’odio e il rancore”.

I valori di Pietro Bartolo sono anche quelli di Stefania Pagani, candidata consigliera con Vola Senigallia, Fabrizio Volpini candidato alla guida del Comune e Maurizio Mangialardi per la presidenza della Regione, domenica sera presenti all’incontro.

“Bisogna votare queste persone, questo l’appello di Bartolo, che fanno della politica un dovere e non un interesse privato, che hanno la cultura del fare e non quella dell’odio”

Il legame con la città è doppio: da un lato Bartolo torna periodicamente a Senigallia, dall’altra la sua amica Pagani è stata più volte a Lampedusa affianco al medico dei migranti, gli “ultimi degli ultimi” come li ha definiti il candidato sindaco. Le persone assistite da Bartolo sull’isola sono le stesse che poi incontra Stefania Pagani nel suo ruolo di medico legale, spesso vittime di torture fisiche e psicologiche di cui lei ricostruisce la storia attraverso i segni che portano sul loro corpo. “Non mi bastava più, ha raccontato il medico senigalliese, volevo sporcarmi le mani, vedere le cose in prima persona e sono andata a Lampedusa, ha spiegato, solo così si può comprendere la realtà.” Instancabile narratore di quello che succede sull’isola frontiera d’Europa prima come medico, ma anche come scrittore e attore, adesso come europarlamentare, Bartolo non può accettare che coloro che vivono di disvalori possano andare al governo nelle Marche.

Il medico di Lampedusa avverte i marchigiani del pericolo di un’elezione dei sovranisti, dei “portatori d’odio”. “Non possiamo permettere di passare il testimone ai sovranisti, persone che vivono di propaganda continua e slogan, gli stessi che hanno voluto quella vergogna inaccettabile dei decreti sicurezza. Non possiamo accettare che queste persone vengano a dettare legge in questa regione”. Per Bartolo non si tratta solo di un voto tra due parti politiche, ma è in gioco un sistema di valori, primo fra tutti il rispetto che i sovranisti “non hanno per nessuno, come non ce l’hanno per i migranti che sono persone e non numeri”.

Votare Mangialardi, Volpini e Pagani significa per il medico lampedusano votare “la politica vera fatta di amore e onestà e non demagogia”.

“Non intendiamo ricevere lezioni da quelli che dicono di voler far ‘risorgere Senigallia dalle proprie ceneri’: c’è qualcosa di realistico in questo?” si chiede il candidato Sindaco Volpini. “La politica del centrosinistra non è demagogia, ha aggiunto, ma sono cose concrete: una città ben amministrata che “noi vogliamo continuare ad amministrare e far crescere”.

 

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