David Sassoli a Senigallia: “Occorre rafforzare la sanità pubblica”

David Sassoli a Senigallia: “Occorre rafforzare la sanità pubblica”

Il Presidente del Parlamento europeo in piazza Roma per sostenere Volpini

SENIGALLIA – Una piazza Roma gremita e partecipe ha accolto il presidente del Parlamento europeo David Sassoli a meno di due settimane dal voto, quando saranno trascorsi due mesi dall’importante 23 luglio il giorno in cui l’Europa ha approvato il Recovery Fund. Una buona notizia per l’Italia, ma anche per le Marche e Senigallia che attendono fondi per far ripartire l’economia. Il merito non è certo dei sovranisti che non l’hanno voluto, ma degli europeisti di sempre che hanno una visione solidale dell’Europa. La stessa che nel suo piccolo è viva anche a Senigallia, “una città turistica che non ha mai smarrito la sua visione sociale e solidaristica neppure durante la crisi pandemica”, ha detto il candidato Sindaco Fabrizio Volpini.

L’Europa che esce dalla crisi del Covid è un’altra Europa che ha capito che non ci si salva da soli, “nessuno ne può uscire da solo e che la vita delle sofferenze non ha frontiere”, ha spiegato Sassoli. L’Europa post Covid ha capito che “bisogna rafforzare la sanità pubblica e purtroppo l’Italia non vuole usare i fondi del Mes per le spese sanitarie”, ha spiegato il Presidente.

Tuttavia, i 209 miliardi del Recovery Fund sono una benedizione e una grande opportunità. “Senza quei soldi non avremmo potuto immaginare un futuro per questo territorio”, ha spiegato Mangialardi che rivendica di essere sempre stato dalla parte giusta, quella dell’Europa, “senza la quale oggi non potremmo che arrancare”.

“Bisogna dire chiaramente chi ha sempre creduto in questo progetto e chi invece volontariamente dall’inizio si è messo fuori”, ha aggiunto Sassoli. I sovranisti non hanno la soluzioni né per questa né per altre crisi mondiali come quella pandemica, perché la soluzione non può essere nazionale e il Covid l’ha dimostrato.

Non è, tuttavia, ancora possibile mettersi la crisi alle spalle, ma “bisogna uscirne con i nostri valori: democrazia, società aperta e trasparenza. Mi auguro che chi tifa per Orban non abbia la direzione di una regione come le Marche”, ha concluso il presidente del Parlamento europeo.

 

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