Il potere delle immagini, la sfida è solo iniziata

Il potere delle immagini, la sfida è solo iniziata

di ENZO CARLI

Le nuove tecnologie digitali che stanno portando la fotografia verso una rivoluzione dei propri statuti ontologici, cosa di cui si parla ancora poco poiché è evidente il rischio di lasciarci alle spalle una semiologia dell’immagine che tanto ha attratto studiosi e fotografi e che rappresenta, in una fase di transizione, un fondamentale contributo alla civiltà dell’immagine. In realtà le opportunità fornite dal digitale, lo sviluppo esponenziale delle nuove tecnologie dei self media portatili, in primis il cellulare sempre più perfezionato con sensori capaci di sviluppare 100 mPixel;  la sfida è solo iniziata, sembra che proscrivano alla memoria  tutti quei valorosi che continuano ad utilizzare una fotografia tradizionale nel nome della supremazia analogica.

Siamo proiettati verso una società elettronica e cibernetica dove l’intelligenza artificiale avrà un ruolo sempre più decisivo e ci potrà in parte, togliere dall’incaglio di imprescindibili dibattiti che hanno caratterizzato l’utilizzo del mezzo dal suo apparire. Sta di fatto che  questo secolo appena iniziato e dove la tecnologia incalza anche nella prospettiva di garantirci una vita migliore, il dibattito si incentrerà sui sentimenti che ci aiuteranno a ripristinare il nostro sensorio indebolito dalla stressante incursione multimediale.

Personalmente prendo atto dell’estrema velocità del digitale, della sua accessibilità nell’uso della pratica fotografica e dei nuovi statuti; le mie origini e le tradizioni sono legate alla fotografia analogica, alla pellicola, agli odori degli acidi e della carta in camera oscura alle scelte della posa e dell’inquadratura, ai tempi e ai diaframmi e soprattutto al profumo della fotografia. A proposito ho allegato una bella foto tradizionale del compianto  Enzo Bevilacqua che ritrae un convegno fotografico del  1996 a Scanno dove con orgoglio alcuni partecipanti posano di fronte ad una targa che evidenziava l’impegno di Cartier Bresson e di Mario Giacomelli nel promuovere l’immagine di Scanno nel mondo. Un riconoscimento meritato alla maestria dei due fotografi che sia da stimolo per la commemorazione di Giacomelli nell’anniversario della sua scomparsa.

Ma dove va la nuova fotografia; gli articoli, i saggi e le ricerche proposte, spaziano  dal potere evocativo delle immagini, al mondo visual della comunicazione d’impresa, allo nuove  semiologie della fotografia, al diritto della fotografia d’arte e del diritto d’autore, alla filosofia e  sociologia della fotografia nel contesto delle altre forme espressive e qui il collegamento con il cuore antico, verso la ricerca del sentimento e della nuova interiorità.

 

QS – RIPRODUZIONE RISERVATA - www.quisenigallia.it

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