I dubbi di Campanile: “Senigallia avrà un sindaco a tempo pieno oppure part-time?”

I dubbi di Campanile: “Senigallia avrà un sindaco a tempo pieno oppure part-time?”

di GENNARO CAMPANILE*

SENIGALLIA – Fra pochi giorni sapremo chi sarà il Sindaco della nostra città. Passato il primo momento di euforia per lo scampato pericolo o per l’inizio di una nuova fase politica, verranno al pettine, uno dopo l’altro, tutti i nodi della gestione amministrativa corrente con l’aggiunta delle conseguenze della pandemia del covid-19.

Senigallia avrà un sindaco a tempo pieno oppure part-time? La questione non è di poco conto considerando che la nostra città non è certo una metropoli ma neanche un paesetto di campagna, amministrabile dopo l’orario di ufficio. Al contrario, per quanto ci si possa organizzare con deleghe ed assessori, il Sindaco di Senigallia è un ruolo impegnativo che richiede tempo pieno, concentrazione assoluta ai problemi della città, costanza di guida ed energie dedicate. Tanto più che nei prossimi mesi l’aspetto sanitario sarà di grande attualità e non ci si riferisce all’ospedalizzazione quanto invece a tutte le misure necessarie per contrastare la diffusione della pandemia e che incideranno sulle attività economiche, sulle scuole, sulle attività pubbliche e su quelle sportive. Per non parlare del bilancio comunale preventivo che sconterà il fermo delle attività della primavera e le conseguenze della campagna elettorale, acceleratore incredibile per le manutenzioni delle strade ed i lavori pubblici in genere.

“Amo Senigallia” ritiene quindi che i candidati a Sindaco debbano esprimersi, prima del voto, se intendono svolgere l’importantissimo ruolo a tempo pieno, mettendo in secondo piano la professione, oppure se intendono invece occuparsi della cosa pubblica ad intermittenza e facendola coesistere con altri interessi. In questo modo i cittadini non rimarranno delusi in un secondo momento avendo scelto anche in base a questo aspetto.

Al futuro Sindaco chiediamo con forza di riportare subito la normalità all’interno dell’organizzazione comunale. Hanno riaperto le scuole e gli uffici privati, le attività produttive e le palestre, e non il Comune? Tutti si sono adeguati ai protocolli di sicurezza, con sacrificio e limitazioni e ci si sente abbandonati quando gli uffici comunali, che sono a più stretto contatto dei cittadini, sono assenti. Non riaprono per obbligo di legge, perché mancano i dispositivi di sicurezza, perché non si riesce ad igienizzare? Sarebbe opportuno che i candidati a Sindaco dichiarassero la propria posizione sull’argomento.

L’euforia dopo lo spoglio è garantita in ogni caso. Il tempo di una dormita ed il giorno dopo c’è una comunità di 46.000 persone che vuole essere amministrata bene e subito.

*Già candidato sindaco – Senigallia

 

QS – RIPRODUZIONE RISERVATA - www.quisenigallia.it

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