Un secondo ordigno bellico trovato oggi sul Ponte 2 Giugno

Un secondo ordigno bellico trovato oggi sul Ponte 2 Giugno

Si tratta di una mina della seconda guerra mondiale che sarà recuperata domani mattina dagli artificieri

SENIGALLIA – Dopo il rinvenimento – il 16 ottobre – di un ordigno bellico il cantiere, aperto nel cuore di Senigallia per demolire il vecchio Ponte 2 Giugno, è stato bloccato. Poi, dopo molti giorni di stop, è stata finalmente fatta la necessaria bonifica dell’area.

L’indagine georadar, condotta da una ditta specializzata, ha escluso la presenza di altri ordigni bellici. E’ stata un’indagine meticolosa e complessa, considerata anche la presenza nell’area degli scavi, delle tubazioni e dei cavidotti dei sottoservizi.

E nei giorni scorsi sono ripresi, anche se a rilento, i lavori. Ieri, ad esempio, abbiamo visto operare nel cantiere soltanto due tecnici.

Ma oggi veniamo a sapere che, quella fatta alla fine di ottobre, era stata solo una bonifica parziale dell’area. Per farla breve era stata presa in considerazione soltanto una parte del ponte (quella dove era stato individuato – il 16 ottobre – il primo ordigno).

Ed oggi, a distanza di giorni, si è proceduto con la seconda parte della bonifica. Che ha dato risultati ben diversi dalla precedente. In questa parte del ponte – quella verso Corso 2 Giugno – è stato infatti individuato un altro ordigno che, secondo quanto si è appreso, sarà rimosso domani mattina (mercoledì), alle ore 10, dagli artificieri che poi provvederanno a farlo brillare, probabilmente nella stessa cava di Casine di Ostra, già utilizzata per quello scoperto direttamente dagli operai della ditta incaricata dei lavori la mattina del 16 ottobre.

Oggi, dopo il rinvenimento dell’ordigno, il dirigente del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Senigallia, il vice questore Agostino Licari, ha provveduto ad informare la Prefettura per attivare la procedura di legge per la rimozione. Fino al momento del recupero di domani – alle ore 10 – l’ordigno sarà vigilato dagli agenti della Polizia locale, da quelli del Commissariato e dai Carabinieri.

Al momento, nonostante la vicinanza alla sede stradale, non c’è stata l’esigenza di chiudere via Portici Ercolani. L’Amministrazione comunale ha comunque deciso di tenere aperto il Coc fino al brillamento dell’ordigno.

Secondo quanto si è appreso, sia l’ordigno individuato oggi, sia quello scoperto – e poi fatto brillare – il 16 ottobre, non sono bombe d’aereo, bensì due vecchie mine posizionate ai due lati del ponte, durante la guerra, per farlo saltare, in caso di necessità.

Ma, al di là degli ordigni che, fortunatamente, non hanno creato problemi e danni, resta la questione del lungo stop del cantiere. Uno stop che rischia di non consentire la conclusione dei lavori prima delle feste di Natale, così come programmato. Con il centro storico di Senigallia paralizzato più del tempo necessario. Anche perché, come spiegano giustamente i tecnici, il cemento armato ha bisogno dei suoi tempi.

Va ricordato che, prima dello stop ai lavori – con il rispetto del programma stabilito -, era prevista l’apertura del nuovo ponte – e quindi la chiusura del cantiere – per il 20 dicembre.

Ma adesso ogni previsione diventa azzardata. Per cui sarebbe bene che il sindaco incominci a prendere attentamente in esame anche questa pratica.

A questo punto è più che sacrosanto sottolineare che il rinvenimento di una bomba – in questo caso due – sia un fatto in gran parte casuale. Eppure la legislazione italiana, in tempi recenti, si è espressa sulla necessità di individuare preventivamente le aree soggette a rischio della presenza di ordigni bellici inesplosi.

Non solo per scongiurare i pericoli connessi per la popolazione e per chi lavora, ma anche per ridurre il contenzioso sui ritardi che un rinvenimento potrebbe costare in termini di fermo-cantiere.

La Legge 177 del 2012 parla appunto di “bonifica preventiva”, e pone in testa al coordinatore per la progettazione “la valutazione del rischio dovuto alla presenza di ordigni bellici inesplosi rinvenibili durante le attività di scavo nei cantieri”.

“Quando il coordinatore per la progettazione intenda procedere alla bonifica preventiva del sito nel quale è collocato il cantiere,  il committente provvede ad incaricare un’impresa specializzata”.

Ma a Senigallia questo, purtroppo, non è stato fatto prima dell’apertura del cantiere. Ed ora si rischia di pagarne le conseguenze. In maniera piuttosto pesante.

Nelle foto: i tecnici nel punto del cantiere dove è stato scoperto questa mattina un secondo ordigno

 

QS – RIPRODUZIONE RISERVATA - www.quisenigallia.it

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