Covid e caso Pizzi, anche Senigallia Resistente chiede di far subito chiarezza

Covid e caso Pizzi, anche Senigallia Resistente chiede di far subito chiarezza

SENIGALLIA – “Come Senigallia Resistente – si legge in una nota diffusa oggi dal gruppo politico senigalliese – non avevamo ancora preso parola sulle esternazioni del vice sindaco Pizzi in merito al Covid 19 perché, dopo la scontata indignazione dei primi momenti, abbiamo voluto valutare il comportamento di questa nuova maggioranza in merito, perché un gruppo politico questo dovrebbe fare analisi politica.

“Le rimostranze e le critiche della minoranza – si legge sempre nel documento – erano di diritto e sarebbe stato grave non ci fossero, quindi il dovuto! Ma la maggioranza? Tutti hanno preso le distanze, come prevedibile, tranne la strenua condanna con out out e diktat del consigliere Rebecchini.

“Chi meglio di noi può conoscere la confusione del consigliere Rebecchini, ma o pensa ancora di stare all’opposizione, o non possiamo, da un politico di lungo corso, aspettarci una gaffe simile.

“All’interno di una freschissima maggioranza di governo si sarebbe dovuto “lavare i panni sporchi in casa”, e invece il consigliere Rebecchini ha stigmatizzato prima e chiesto le dimissioni poi del vice sindaco. Sono ancora fresche le contestazioni pubbliche alla sua stessa coalizione di Rebecchini, rumorosa la sua assenza all’ultimo ed importante Consiglio comunale del 29-30 dicembre: quali sono quindi le reali mire di Rebecchini?

“E il silenzio di Pizzi significa che un consigliere che finisse nel gruppo misto non sarebbe poi così catastrofico? Resta il fatto che sia Olivetti che Pizzi, dopo due mesi di incarico istituzionale, non sono ancora riusciti a svestire i panni di avvocato. Olivetti tacendo, bypassando, sorvolando o sussurrando sulle gesta dei suoi prodi che hanno invece indignato la cittadinanza (ad es. Bello, Montesi, Liverani) sapendo bene che rispondere ad una provocazione significa darle una seconda o comunque ulteriore visibilità.

“Pizzi dal canto suo sa benissimo di non aver usato frasi contenenti falsità nella sua dichiarazione e che quindi in un’aula di tribunale non gli creerebbero danno, ma non ha forse capito che questo non lo solleva dalle responsabilità gravissime che queste parole gli attribuiscono nella sua veste di rappresentante istituzionale. Ora non è più soltanto il signor o l’avvocato Riccardo Pizzi, ma uno dei rappresentanti della città tutta, anche della parte che non gli piace (e viste le percentuali di voto forse soprattutto!)

“Ancora e soprattutto è rappresentante di quelle persone che hanno votato la sua lista e delle persone che si sono presentate nella sua lista, dove ricordiamo c’erano non uno, ma ben 3 anestesisti, medici che nella prima ondata di questa maledetta pandemia erano in prima linea. È ancora fresco il ricordo delle parole del dott. Ansuini nel suo intervento al Consiglio grande e sui mezzi di comunicazione.

“Il suo silenzio è quindi offensivo, non per il consigliere Rebecchini, ma per tutti coloro che direttamente o indirettamente sono e sono stati a contatto col virus, a quelli che per loro fortuna subiscono SOLO le limitazioni delle libertà personali, e per quelle persone anziane e non, con malattie pregresse, per lo più croniche (cerchi pure il significato della parola cronico), che comunque gli avrebbero concesso di vivere più di quanto hanno vissuto, e che invece non ci sono più e sono morte nella più completa e straziante solitudine!

“Olivetti invece di fare l’equilibrato e democratico ago della bilancia della giustizia, decantando libertà che nessuno ha mai messo in discussione (ricordandosene invece magari quando serva veramente) prenda una posizione netta che non lasci dubbi: quando la libertà di pensiero coincide con la libertà di usare mezze verità irrispettose della totale verità, (nel nostro caso cioè che il virus sarà influenzale, ma nei numeri e nella sua diffusione, non a caso dichiarata pandemia, esiste, è altamente virulento, e causa, soprattutto nella comorbilità con altre patologie, morte), porta a tollerare la diffusione di idee che possono sfociare in comportamenti intolleranti ed intollerabili, come quanto successo ieri a Capitol Hill a Washington.

“A Pizzi chiediamo che si scusi pubblicamente e al più presto, che non attenda il Consiglio comunale perché il suo primo problema – conclude Senigallia Resistente – non è Rebecchini o la tenuta della maggioranza, ma il sentimento della cittadinanza”.

 

QS – RIPRODUZIONE RISERVATA - www.quisenigallia.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: