Aperto il Ponte 2 Giugno, il lungo stop del cantiere ha fatto aumentare i costi?

Aperto il Ponte 2 Giugno, il lungo stop del cantiere ha fatto aumentare i costi?

di MARCELLO PRINCIPI*

SENIGALLIA – Martedì 23 febbraio 2021 il ponte “2 Giugno” era privo di transenne e non c’era nessun manufatto o mezzo meccanico che potesse far pensare alla presenza di un cantiere. Dunque il lavoro è stato consegnato.

Con quanti giorni di ritardo rispetto alla data di consegna prevista? Se i tempi fossero stati rispettati, il ponte si sarebbe potuto attraversare già prima del Natale dell’anno scorso, dal momento che la data di consegna era fissata per il 5 ottobre 2020.

C’è stato dunque un ritardo – adesso lo sappiamo – intorno ai 135 giorni. Questo ritardo non è certo dovuto all’impresa né a i suoi operai che, giustamente, hanno voluto lavorare in sicurezza, ma alla responsabilità dell’ente attuatore, il Consorzio di Bonifica, che avrebbe dovuto eseguire una bonifica bellica prima della gara d’appalto, come prevede la normativa vigente, invece di stupirsi dell’affioramento di una decina di ordigni a lavori iniziati.

Eppure era facile ipotizzare la presenza di residui bellici se solo si fosse considerato che Senigallia è stata oggetto di bombardamenti da mare, da parte veneziana nel Seicento; da parte delle navi austriache il primo giorno della prima guerra mondiale; e da parte delle forze tedesche e alleate durante il passaggio del fronte della seconda guerra mondiale.

Di tutto questo si trova ampia documentazione con targhe sui muri del Centro storico, su una colonna due volte colpita sotto l’ultimo portico e addirittura con due ogive-ricordo a fianco del capannino degli Amici del Molo – oltre che nei libri di storia della città.

A ogni buon conto, la legge 177/2012, art.1 comma b, parla di “attività di bonifica preventiva e sistematica”. e regola le procedure di attuazione “quando il coordinatore per la progettazione intenda procedere alla bonifica preventiva del sito nel quale è collocato il cantiere”.

Perché i responsabili del Consorzio non hanno inteso procedere alla bonifica preventiva anche in presenza di tanti chiari e replicati indizi? Bastava solo leggere.

Ora poi che si conoscono i maggiori tempi che sono stati necessari per la fruibilità dell’opera, sarà bene sapere anche quale sia il maggior onere per il fermo cantiere a cui è stata costretta l’impresa e il danno che essa ha comportato per la città il non poterne disporre.

*Geologo

QS – RIPRODUZIONE RISERVATA - www.quisenigallia.it

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