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Vinicio Franceschetti è il nuovo presidente della Consulta cittadina unificata di Corinaldo

Vinicio Franceschetti è il nuovo presidente della Consulta cittadina unificata di Corinaldo

CORINALDO – Vinicio Franceschetti è il nuovo presidente della Consulta cittadina unificata. Insieme a Morena Maori, vice presidente e Paola Polverari, segretario, guiderà, a titolo gratuito, la Consulta per i prossimi cinque anni. L’elezione, avvenuta all’unanimità, è stata accompagnata dall’augurio di “buon lavoro” da parte del sindaco Matteo Principi.

  • In un’ epoca in cui ormai il confronto si è spostato sui palcoscenici social, cosa ti ha spinto a cercare di riportare il dialogo dal vivo?

«Penso Draghi abbia ragione: le istituzioni non dovrebbero usare i social come mezzo principale per affrontare le situazioni, quei problemi istituzionali che, trattati sui social, non permettono un confronto oggettivo. Non li demonizzo, intendiamoci, a volte idee e spunti possono arrivare proprio da lì, ma l’impegno sociale non si dimostra in quei luoghi virtuali, si dimostra sul campo, guardandosi, affrontandosi.»

  • Rimettersi in gioco è sempre una grande sfida oltre a essere una rilevante forma di intelligenza.

«Mi sono rimesso in gioco senza dirlo a nessuno. Ho intuito che poteva essere un momento giusto per far rifunzionare qualcosa che non aveva funzionato al meglio. La Consulta è ora uno dei pochi strumenti per un confronto serio. È democratica. È discussione e condivisione. Ora certo, non è un bel periodo ma credo che in una Consulta non si debba discutere solo di problematiche locali ma aprirsi all’esterno, soprattutto ora. Tutto il mondo è paese.»

  • Da tre a una: ti piace l’idea di una Consulta unificata?

«Sì. Quando la partecipazione è scarsa, se parcellizzo è anche più scarsa quindi rischia di non dare i frutti sperati. Inoltre i problemi che vengono discussi non possono venire trattati a compartimenti stagni: se per esempio parlo della scuola, la tematica coinvolge tutti i settori, perché alla fine i problemi s’intrecciano. Un valore aggiunto poi è che a fronteggiare una particolare tematica ci siano giovani, persone che si interessano di cultura, sport, del sociale… differenti punti di vista per un unico traguardo.»

  • I primi obiettivi da raggiungere?

«Dobbiamo aspettare gli stimoli, discutere delle cose di cui la gente ha bisogno di discutere. Le idee che ho sono al momento secondarie rispetto al periodo attuale quindi, finché non scema la pandemia quella rimane l’obiettivo primario. Posso aggiungere una cosa?»

  • Certo.

«Rispetto al vecchio regolamento c’è una novità, l’Amministrazione non deve per forza partecipare ma questa può essere un’arma a doppio taglio: da una parte chi prende parte a un incontro non dovrà sentirsi vincolato nell’esposizione o nel contenuto, il cittadino quindi potrà esprimere totalmente il proprio pensiero e la propria linea; dall’altra però si rischia di non potersi sempre avvalere di un contradditorio preciso e puntuale. Voglio che la Consulta dia vita a conversazioni basate su informazioni corrette per non arrivare a conclusioni sballate e, per dare vita a una discussione efficace, chi discute deve conoscere l’argomento, le norme, altrimenti si perde tempo, al contrario si può fare un grande lavoro.»

  • Ti auguriamo buon lavoro.

«Grazie. Sono convinto che, nonostante la politica e i partiti abbiano un po’ perso la fiducia dei cittadini, le persone hanno voglia di impegnarsi nel sociale, di esserci, di aiutare e condividere».

 

 

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