In 15 giorni all’Ospedale di Senigallia quasi triplicati i posti letto per pazienti Covid

In 15 giorni all’Ospedale di Senigallia quasi triplicati i posti letto per pazienti Covid

Dopo un anno sono stati nuovamente penalizzati i normali servizi della struttura sanitaria cittadina. E questo nel totale silenzio della politica

di ELPIDIO STORTINI

SENIGALLIA – In poco più di quindici giorni, all’Ospedale di Senigallia, sono quasi triplicati i posti letto per pazienti Covid. Senigallia, come un anno fa, nonostante le assicurazioni dei politici – sia a livello comunale, sia a livello regionale – torna così a pagare un prezzo elevatissimo alla pandemia.

Questi i dati di oggi: 5 degenti in terapia intensiva, 15 in semi intensiva, 54 nel reparto non intensivo. Complessivamente 74 posti letto occupati.

Fino al 6 marzo (di quest’anno, sia chiaro) era stato concordato – a livello politico -, per l’Ospedale di Senigallia, un tetto di 31 ricoveri, con 23 posti in semi intensiva e 8 nel reparto non intensivo.

Poi, improvvisamente, il giorno successivo (7 marzo) i posti disponibili sono diventati 43. E questa settimana sono aumentati ulteriormente.

Tutto questo, purtroppo, nell’assoluto, incomprensibile, silenzio di chi amministra la città.

Utilizzare l’Ospedale di Senigallia in questa maniera, significa bloccare, inevitabilmente, tanti altri servizi. Significa mettere in difficoltà coloro i quali – di Senigallia o del suo vasto comprensorio – hanno bisogno di cure mediche.

Anche perché va segnalato che, nell’area del Pronto soccorso – il primo luogo dove, solitamente, chi ha bisogno di cure si reca -, sono stati anche incrementati (oggi sono 10) gli spazi riservati ai pazienti Covid.

Una situazione, quindi – quella che è stata creata – che rischia di penalizzare ulteriormente tutta la struttura ospedaliera, che già soffre in situazioni di normalità.

Ci rendiamo perfettamente conto che ormai, nelle Marche, il coronavirus dilaga ovunque ed in tutti gli ospedali della regione è scattato l’allarme rosso. Ma proprio per questo sarebbero necessarie soluzioni alternative delle quali, da tempo, si parla ma che non vengono ancora attuate.

Ricordiamo – a chi, probabilmente, l’ha (volutamente) dimenticato – che già un anno fa, in questo stesso periodo, i reparti dell’Ospedale di Senigallia erano stati sconvolti per ospitare un gran numero di pazienti Covid, provenienti soprattutto dalla provincia di Pesaro Urbino.

A distanza di un anno, visto ciò che sta accadendo, c’è da dire che nulla è cambiato. Senigallia merita tutto questo? E, soprattutto, perché non ci si è organizzati prima in maniera più adeguata, considerato che di tempo a disposizione ce n’è stato davvero tanto? Giocare con la salute – ed i bisogni – della gente non è giusto.

 

QS – RIPRODUZIONE RISERVATA - www.quisenigallia.it

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