Loris Pasquini accusato di omicidio volontario

Loris Pasquini accusato di omicidio volontario

Il settantatreenne senigalliese ha ammesso  le sue responsabilità ed ha parlato dei difficili rapporti con il figlio. Dopo l’interrogatorio è stato trasferito nel carcere anconetano di Montacuto

SENIGALLIA – E’ durato quasi tre ore, ieri sera, nella caserma dei carabinieri di via Marchetti, a Senigallia, l’interrogatorio di Loris Pasquini, il settantatreenne che, lunedì pomeriggio, ha sparato al figlio Alfredo, uccidendolo.

Loris Pasquini ha parlato dei difficili rapporti con il figlio, delle tante liti, aumentate negli ultimi anni, finite con il colpo di pistola esploso dalla Beretta calibro 9.

Un colpo sparato da vicino che ha raggiunto Alfredo, 26 anni, all’altezza della giugulare. Il ragazzo ha trovato la forza di chiamare il 118 poi, però, pochi minuti dopo, ha cessato di vivere. Ed i soccorritori non hanno potuto far altro che constatarne il decesso.

Per Loris Pasquini, ferroviere in pensione, che, davanti ai carabinieri, ha ammesso le sue responsabilità, è stata contestata dal pubblico ministero Paolo Gubinelli l’accusa di omicidio volontario, aggravato dal rapporto di parentela con la vittima. Tra le contestazioni accessorie anche la detenzione illegale della pistola.

All’ultima lite tra padre e figlio ha assistito anche la compagna di Loris Pasquini, una donna thailandese, trovata dai carabinieri sotto choc nella villetta a due piani di via Sant’Antonio, la strada che collega Brugnetto con Roncitelli.

Anche alcune testimonianze, raccolte dai militari della Compagnia di Senigallia che stanno operando con il coordinamento del pubblico ministero Paolo Gubinelli della Procura di Ancona, hanno confermato che le liti tra padre e figlio sarebbero state frequenti.

Nella tarda serata di lunedì, al termine dell’interrogatorio, Loris Pasquini è stato trasferito dalla caserma dei carabinieri di via Marchetti direttamente nel carcere anconetano di Montacuto.

 

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