Il canile sequestrato a Trecastelli, chiesto l’intervento del Ministero / VIDEO

Il canile sequestrato a Trecastelli, chiesto l’intervento del Ministero / VIDEO

La parlamentare marchigiana Patrizia Terzoni è intervenuta alla Camera per sollecitare una verifica al ministro Speranza. “Ritardi vergognosi. Dopo 4 mesi situazione ancora devastante per oltre 1.000 cani”. Depositata una nuova interrogazione. Sotto accusa l’Asur. “Si rischia un’ulteriore diffusione della malattia”

ROMA – “La situazione nel canile di Trecastelli a quattro mesi dal sequestro è ancora devastante, con i cani tenuti in maniera vergognosa in trasportini e addirittura vetrinette, con animali in condizioni sanitarie pietose e i congelatori pieni di carcasse infette secondo quanto mi è stato riferito.

“Tra l’altro pare che per un periodo sia stata anche staccata la corrente, poi riallacciata solo grazie all’intervento del sindaco. Non oso immaginare cosa siano diventati quei congelatori che contengono quelli che oggi sono rifiuti speciali pericolosi. I veterinari dell’Asur sono in gravissimo ritardo nella gestione sanitaria di un problema che rischia di aggravarsi ogni ora che passa, visto che gran parte degli oltre 1.000 cani sono positivi a una malattia, la Brucella canis, che tra l’altro è trasmissibile all’uomo.

“Per questo ieri ho depositato una seconda interrogazione e sono anche intervenuta in aula per sollecitare interventi drastici da parte del ministro Speranza”.

E’ quanto ha affermato la deputata marchigiana Patrizia Terzoni sul caso del canile di Trecastelli sottoposto a sequestro penale lo scorso gennaio, a due anni dalle prime avvisaglie di problemi sanitari.

“Nell’interrogazione stigmatizzo – aggiunge la Terzoni – l’inaccettabile comportamento dell’Asur che non solo ha lasciato che in questi anni il problema si ingigantisse ma che anche dopo il sequestro sta dimostrando un’inerzia vergognosa nella gestione di un problema che rischia di esplodere, visto il numero di animali coinvolti e la facilità con cui la malattia si trasmette tra i cani. Non si può certo pensare di lasciare la gestione di un problema di questo livello al sindaco di un piccolo comune che pure sa facendo di tutto, ben oltre le sue possibilità. Ho quindi chiesto al ministro di stanziare una cifra adeguata per affrontare il problema nel medio e lungo periodo visto che i 200.000 euro assegnati dalla Regione Marche basteranno a malapena per arrivare a giugno quando i cani positivi – che sono centinaia – dovranno essere gestiti a vita.

“Poi ritengo opportuno fare un monitoraggio speditivo della fauna selvatica nel territorio circostante il canile, visto come è stato gestito e considerato che la patologia può essere trasmessa ai canidi selvatici. Infine ho chiesto che il Ministero verifichi il comportamento della Regione visto che stiamo parlando dell’unico focolaio europeo di questa malattia e provveda a istradare gli animali positivi verso attività di ricerca su questa zoonosi che consentirebbero di seguire gli animali per anni dando utili informazioni alla comunità scientifica. Serve una strategia di medio-lungo periodo che però nessuno sta elaborando e mettendo in campo” conclude la Terzoni.

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