“Cosa sta succedendo alla Fondazione Città di Senigallia?”

“Cosa sta succedendo alla Fondazione Città di Senigallia?”

Il gruppo politico Senigallia Resistente – Rifondazione comunista ha consegnato ai consiglieri e agli assessori comunali un articolato documento. “Desideriamo conoscere la situazione reale di una struttura che amministrava oltre 50 milioni di patrimonio pubblico”

SENIGALLIA – I rappresentanti del gruppo politico Senigallia Resistente / Rifondazione comunista hanno recentemente consegnato ai consiglieri e agli assessori comunali un documento per chiedere delucidazioni su ciò che sta accadendo alla Fondazione Città di Senigallia.

“Come forza di sinistra – afferma la portavoce Rosaria Diamantini – non possiamo che esprimere il nostro disappunto per le solite decisioni a far ricadere le conseguenze di una eventuale poco oculata amministrazione sui lavoratori”.

“Stanno circolando in città – si legge nel documento – voci su gravi perdite patrimoniali e pesanti passività del bilancio di gestione della Fondazione Città di Senigallia. La passata amministrazione, in occasione della verifica del bilancio 2018, assicurava che tutto andava bene.

“Una nostra lettera di informazione, su presunte gravi irregolarità, inviata a tutti i consiglieri comunali non ha avuto seguito se non nell’aver portato la conoscenza dei dati di bilancio, relazionata dal dottor Guzzonato, presidente pro-tempore, alla conferenza dei capigruppo anziché in commissione consiliare che è aperta ai cittadini.

“L’ex sindaco Mangialardi ad una nostra richiesta di incontro in data 3 maggio 2019 ci comunicava che questo sarebbe stato inutile poiché il dottor Guzzonato aveva assicurato che tutto era in ordine. Analoga risposta in data 22 maggio 2019 del signor Dario Romano, presidente del Consiglio comunale.

“Ora sembra che la situazione sia talmente disastrata che si ipotizza la messa in cassa integrazione a rotazione di tutti gli operatori sanitari. Chi ha dato “l’assalto alla diligenza” dei conti in ordine. E’ tutta colpa dell’aumento dei costi dovuti alla pandemia o ci sono altre cause, al momento a noi sconosciute?

“Siccome strutture similari non paventano analoghe difficoltà pensiamo che le responsabilità vadano ricercate, come abbiamo ripetutamente denunciato, nella gestione degli anni passati.

“Ci chiediamo:

▪ Perché si vorrebbe scaricare sui lavoratori tali eventuali perdite senza considerare che gli stessi non hanno responsabilità alcuna? Dietro ad ognuno di loro ci sono famiglie con i propri problemi.

▪ Se è vero che la cassa integrazione inizierà quanto prima, perché il Consiglio comunale non è stato preventivamente informato?

▪ Perché non applicare piuttosto quanto previsto dalla legge regionale n° 5 del 26-02-2008, recepita dallo statuto della Fondazione in merito alle responsabilità gestionali ed economiche del direttore e del Consiglio di Amministrazione?

“Al Consiglio comunale – si legge sempre nel documento diffuso da Senigallia Resistente / Rifondazione comunista – chiediamo di attivarsi celermente al fine di conoscere la situazione reale di una struttura che amministrava oltre 50 milioni di patrimonio pubblico e di darne informazione alla città ed impegnarsi affinché non siano i lavoratori a pagare per responsabilità non loro”.

 

QS – RIPRODUZIONE RISERVATA - www.quisenigallia.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: