Sono di Carlo Barbato le sei formelle della vita della Madonna presenti nella Chiesa delle Grazie di Ostra

Sono di Carlo Barbato le sei formelle della vita della Madonna presenti nella Chiesa delle Grazie di Ostra

di GIANCARLO BARCHIESI

OSTRA – Carlo Barbato, artista artigiano nato a Napoli il 13 aprile del 1947, era terzo di quattro figli. Spirito libero, solitario, amante dell’avventura, dell’incerto e soprattutto dei lunghi silenzi. Fin da piccolo cercò di imparare tutto quello che gli serviva per vivere autonomamente.

La sua vena artistica iniziò a 15 anni quando cominciò a rivestire le penne con fili di seta colorati; successivamente passò al cuoio, creando modelli di borse, portafogli, cinture, ecc., tutti oggetti di ottima fattura, che vendeva nelle strade di tutta Italia. Nonostante ciò non era ancora soddisfatto e un giorno scoprì il rame: lo plasmava, lo accarezzava, lo modellava, fino a creare con la sua fantasia una varietà di opere come sculture, bigiotteria artistica, lampadari, applique, fiori e croci.

Infine si dedicò a quello che più lo attraeva: dalla lastra di rame, con l’aiuto delle dita callose, ricavava degli schizzi che rifiniva con scalpello e martello realizzando figure umane, paesaggi, animali, in particolar modo le aquile, che erano il suo soggetto preferito. Queste opere sono tutt’ora esposte in molte abitazioni private, in chiese e in uffici comunali. Considerato il “Re” delle fiere, intorno alla sua persona si creavano capannelli di persone incuriosite dal suo lavoro, ma anche dal fascino che emanava.Iil ricordo più profondo che si ha di lui riguarda il suo rapporto con i bambini: chiedeva loro il nome e poi regalava l’iniziale del nome fatta con il filo di rame; traeva piacere dal sorriso dei bambini e dagli sguardi ammirati dei genitori.

Di questo artista a Ostra è conservata un’opera prestigiosa: sei formelle in rame 65 x 55 rappresentanti l’Annunciazione; lo Sposalizio di Maria Vergine; la Natività; la Fuga in Egitto; la Pietà e l’Assunzione al cielo di Maria. Borchie in rame sbalzato, che vennero unite tra loro dal committente Vincenzino Bramucci, che nel 2002 le aveva commissionate all’artista. Ultimate nel 2004, vennero usate per ricoprire la porta d’ingresso della piccola chiesetta di Santa Maria delle Grazie di via San Francesco.

Carlo Barbato è morto il 3 maggio 2008, dicendo che in quel momento lui non moriva, ma andava a trovare le persone care.

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