Corinaldo ha conferito la cittadinanza onoraria al Milite Ignoto

Corinaldo ha conferito la cittadinanza onoraria al Milite Ignoto

CORINALDO – Il Consiglio comunale, con voto unanime favorevole dei presenti, ha conferito la cittadinanza onoraria di Corinaldo al Milite Ignoto, in occasione del centenario della traslazione dello stesso prevista per il 4 novembre 2021.

Un gesto che rientra nella simbologia che appartiene alla nostra identità non potendo e non dovendo dimenticare il sacrificio di coloro che hanno reso grande la nostra Patria.

Il 16 settembre 2020, il Presidente Nazionale dell’ANCI, su proposta del Gruppo delle Medaglie d’Oro al valor Militare d’Italia, ha invitato tutti i comuni d’Italia ad aderire all’iniziativa di conferimento della cittadinanza onoraria al Milite Ignoto a cui tutti gli italiani sono legati.

Dopo la conclusione del primo conflitto mondiale, nel corso del quale hanno perso la vita circa 650 mila militari italiani, il Parlamento approvò la legge n.11 agosto 1921 per la sepoltura a Roma sull’Altare della Patria della salma di un soldato ignoto caduto in guerra che ha consentito alla popolazione di identificare una persona cara in quel militare sconosciuto. Quel soldato, che per cent’anni è stato volutamente ignoto, diventa dunque anche un cittadino onorario di Corinaldo.

«Ci sono dei momenti importanti, come questo, che possono, devono coinvolgere la comunità, la sua sensibilità nei confronti soprattutto di quelle persone che hanno lottato per la nostra Patria, fino a sacrificare la propria vita.- la riflessione del primo cittadino, Matteo Principi- Il Milite Ignoto da semplice soldato senza un’identità, tranne l’unica di appartenere a una nazione in quanto italiano, diventa con questo ulteriore passaggio un cittadino appartenente a tutte le comunità.

Con questo conferimento vogliamo sottolineare l’importanza delle tante persone, in particolare nel primo conflitto mondiale, che hanno dedicato la propria vita a dei valori importanti quali libertà e pace, valori che noi oggi diamo per scontati, normali; in realtà quella normalità è il frutto di grandi sacrifici che oggi ci permettono di star qui ed affrontare in maniera democratica e libera la vita di una comunità».

Principi conclude: «Non è giusto collegare la pandemia ad una guerra, non credo sia corretto però, anche in questo caso, è emerso lo spirito delle persone, del mondo sanitario ma anche nel mondo del volontariato, di chi ha dedicato del tempo all’aiuto del prossimo e di chi si trova in difficoltà; ecco, quel semplice gesto è importante; quel gesto, che spesso passa inosservato, non ha un protagonista, non ha un’identità, un po’ come il Milite Ignoto. Questo, secondo me, rappresenta veramente quel senso di appartenenza ad un’unica comunità e al voler dare un contributo senza quel protagonismo sfrenato di oggi che invece di unire tende a dividere».

 

 

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