Mercoledì a Senigallia un incontro sulle terapie domiciliari precoci per il Covid

Mercoledì a Senigallia un incontro sulle terapie domiciliari precoci per il Covid

SENIGALLIA – Mercoledì (25 agosto), alle ore 21, in piazza Roma a Senigallia  l’associazione “Io sono noi siamo” organizza un incontro rivolto a tutta la cittadinanza, dedicato alle terapie domiciliari precoci per il Covid 19 (il diritto alla cura), in cui sarà presente l’avvocato Erich Grimaldi, presidente e fondatore del comitato cura domiciliare covid.
A far nascere quella che oggi è una realtà concreta presente in tutta Italia è stato infatti l’avvocato Erich Grimaldi del Foro di Napoli, che tra marzo ed aprile 2020 ha creato due gruppi Facebook, l’ultimo dei quali, denominato #terapiadomiciliarecovid19inogniregione, ha permesso a tanti medici delle varie regioni italiane di confrontarsi sulle terapie domiciliari precoci per la cura dei pazienti Covid. Si sono così messi in contatto i professori Luigi Cavanna di Piacenza, Luigi Garavelli di Novara, Claudio Puoti di Roma e i dottori Andrea Mangiagalli di Milano, in rappresentanza dei 150 “Medici in prima linea” della Lombardia, e Riccardo Szumski di Santa Lucia di Piave (Treviso), nonché molti altri medici di diverse regioni (come Campania, Marche, Toscana, Sicilia, Puglia, ecc.).
Nel novembre 2020 gli avvocati Grimaldi e Piraino hanno fondato il Comitato Cure Domiciliari Covid per rendere collettiva la battaglia per ottenere una cura domiciliare tempestiva per tutti i cittadini e nell’aprile 2021 Grimaldi ha fondato l’Unione per le Cure, i Diritti e le Libertà (UCDL), associazione di cittadini a supporto del Comitato Cura Domiciliare Covid 19.
Il 7 marzo scorso il Tar del Lazio ha accolto il ricorso presentato dal Comitato Cure Domiciliari Covid contro le precedenti linee guida nazionali per la cura del Covid basate sulla “vigile attesa con paracetamolo”, riconoscendo il diritto/dovere dei medici di prescrivere i farmaci che ritengono più opportuni secondo scienza e coscienza.
Il Senato della Repubblica Italiana, l’8 aprile scorso, ha espresso con votazione praticamente unanime la necessità di impegnare il Governo per istituire un tavolo di lavoro per la revisione delle linee guida nazionali per la cura domiciliare precoce, tenendo conto delle esperienze dei medici del territorio.
Inspiegabilmente, però, il Ministero della Salute e l’Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco) hanno presentato appello al Consiglio di Stato contro la decisione del Tar del Lazio. Alla sentenza del Consiglio di Stato è seguita l’emanazione di nuove linee guida da parte del Ministero sulle cure domiciliari del Covid 19. Queste hanno di fatto confermato la “vigile attesa”, che ora viene chiamata “sorveglianza clinica attiva”, e l’uso del paracetamolo tra i farmaci per i primi interventi, non tenendo nella minima considerazione il prezioso lavoro sul campo dei medici di medicina generale e specialisti che dal marzo 2020 hanno curato e continuano a curare ‘in scienza e coscienza’ migliaia di persone.
I risultati delle cure domiciliari precoci sono stati strabilianti. La stragrande maggioranza dei pazienti curati con le terapie domiciliari precoci è guarita. A sostegno di una revisione dell’ultimo protocollo emanato dal Ministero, il Comitato Cure Domiciliari Covid ha promosso tre manifestazioni nazionali a Roma, Milano e Napoli e ha raccolto migliaia di firme a sostegno di una petizione per le cure domiciliari precoci indirizzata al Ministro Speranza.

 

 

 

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