Anziano picchiato, legato e rapinato in casa a Senigallia: i Carabinieri arrestano un altro giovane

Anziano picchiato, legato e rapinato in casa a Senigallia: i Carabinieri arrestano un altro giovane

SENIGALLIA – I Carabinieri di Senigallia hanno fatto piena luce sulla rapina commessa, la sera del 7 agosto di un anno fa, alla periferia di Senigallia, ai danni di un anziano avvocato senigalliese.

Ieri, in seguito ad una ordinanza di custodia cautelare in carcere, è stato arrestato un secondo rapinatore. Si tratta di un ventunenne, residente a Ravenna, ritenuto anche lui responsabile della rapina.

Pochi giorni dopo la rapina – il 19 agosto – i Carabinieri della Compagnia di Senigallia avevano arrestato un ventinovenne di origini cubane, domiciliato ad Ancona, in quanto ritenuto responsabile, insieme al complice finito in carcere ieri, di aver commesso la rapina. Il giovane, tra l’altro, aveva anche lavorato, in passato, come giardiniere, a casa dell’avvocato.

I fatti che hanno dato origine a questa vicenda risalgono alla sera del 7 agosto, quando i due malfattori, con il volto travisato, si erano introdotti nell’abitazione di un uomo di 77 anni, che vive da solo poco fuori dal centro di Senigallia, approfittando di una porta rimasta aperta.

I due avevano quindi aggredito l’anziano, colpendolo più volte e immobilizzandolo, per poi mettere a soqquadro la casa in cerca di soldi e oro. Dopo essersi impossessati di 350 euro, che l’uomo aveva in tasca, e di vari monili in oro che erano custoditi in camera da letto, i due rapinatori avevano legato la vittima al letto con delle cinture e gli avevano coperto la bocca con una sciarpa, per poi fuggire con la refurtiva.

Subito dopo il fatto l’uomo era riuscito a liberarsi e a chiamare il 112 per chiedere aiuto ai Carabinieri. Immediatamente erano state avviate le indagini, da parte della locale Stazione Carabinieri, in collaborazione con il Nucleo Operativo e Radiomobile, per scoprire l’identità dei due malviventi.

In meno di dieci giorni uno di loro – il giovane cubano, domiciliato ad Ancona, nel quartiere del Piano – era stato identificato. Ad incastrarlo alcune impronte digitali rinvenute nell’abitazione dal personale del Nucleo Investigativo del Comando provinciale di Ancona, insieme all’analisi dei suoi tabulati telefonici, che lo localizzavano a Senigallia proprio nell’orario della rapina.

Sulla base di questi elementi il Gip del Tribunale di Ancona aveva quindi emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei suoi confronti. Pertanto i militari si erano recati nel domicilio del giovane cubano, dove avevano anche rinvenuto parte della refurtiva sottratta il giorno della rapina.

Il ventinovenne era stato quindi condotto nel carcere anconetano di Montacuto. E, successivamente, condannato, con rito abbreviato, dal Gup del Tribunale di Ancona, a quattro anni e quattro mesi di reclusione.

Ma le indagini dei carabinieri della Compagnia di Senigallia non si erano fermate ma erano proseguite per giungere, come poi è avvenuto, ad un anno di distanza, all’identificazione del secondo autore della rapina compiuta ai danni dell’anziano avvocato senigalliese.

Il ventunenne, nei confronti del quale il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Ancona, ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, è stato arrestato ieri nella sua abitazione, a Ravenna. E, subito dopo, è stato ristretto nel carcere della sua città.

Nelle foto: una pattuglia dei carabinieri in servizio in città e l’oro recuperato, un anno fa, nell’abitazione anconetana del giovane cubano

 

 

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