Rievocata a Senigallia dal Centro Mazziniano la fucilazione di Girolamo Simoncelli

Rievocata a Senigallia dal Centro Mazziniano la fucilazione di Girolamo Simoncelli

SENIGALLIA – Il Centro Cooperativo Mazziniano “Pensiero e Azione” di Senigallia ha organizzato una complessa manifestazione per ricordare il 169° anniversario della fucilazione di Girolamo Simoncelli, “martire laico” ed eroe della Repubblica romana del 1849, ucciso senza aver commesso alcun reato dal piombo papalino (2 ottobre 1852).

Come è noto, la città non si è mai dimenticata del concittadino che abbandonò la sua agiatezza di commerciante per combattere in Veneto, durante la prima guerra indipendenza, sostenere il corso patriottico che portò alla proclamazione della Repubblica Romana del 1849 e sognare un’Italia migliore e diversa, unita, repubblicana, democratica, in tutto e per tutto simile a quella nata il 2 giugno 1946.

Simoncelli non andò in esilio come tutti gli altri protagonisti dell’epopea repubblicana perché non aveva nulla da farsi perdonare. Condannato attraverso un processo farsesco e montato ad arte, sbattuto in carcere per 33 mesi senza aver commesso alcun reato, Simoncelli si affidò a un sistema giudiziario decrepito e già condannato dalla storia – al pari del suo regime, quello autocratico del potere temporale del papa – e in sua difesa si spesero, inviando lettere a Pio IX, 50 cittadini benestanti e sudditi devoti di quest’ultimo, la principessa Bleschamp Bonaparte (cognata di Napoleone) e la sorella stessa del pontefice senigalliese Teresa Mastai.

Pio IX ebbe 43 giorni per concedere la grazia, ma non lo fece: poco importa che sia stato o meno deviato dalle sue intenzioni dal segretario di Stato, cardinal Giacomo Antonelli. Il pontefice conosciuto per la sua pietas religiosa, al centro tra 1846 e 1848 di un grande entusiasmo nazionale che aveva individuato in lui, su suggestione del neoguelfismo di Gioberti, la nuova guida per il riscatto italiano, non firmò la grazia e mandò a morte 24 suoi concittadini, con Simoncelli in prima fila.

I senigalliesi, però, non hanno mai dimenticato questo atto ingiusto e si sono messi a ricordare il “martire laico” a partire dal 2 ottobre 1853, dapprima deponendo fiori e cartelli contro il papa-re fuori della chiesa del San Martino, dove il corpo era stato inizialmente tumulato, e poi commemorandolo in vari modi.

Sono poi venuti il ricordo di Victor Hugo (1856) nella celebre lettera agli italiani, le ricerche di storici e studiosi nazionali, i volumi di Augusto Bonopera (1912) attestanti a seguito di lunghe ricerche negli archivi capitolini la piena innocenza di Simoncelli, l’inaugurazione del cippo in onore del patriota ad opera del sindaco Zavatti (1952) e l’azione meritoria e civile che il Centro Mazziniano ha svolto, in questi ultimi decenni, non solo per raccontare una storia priva di infingimenti e strumentalizzazioni, ma per ricostruire le origine democratiche e mazziniane del nostro Risorgimento.

All’epoca dell’Unità d’Italia (1861), realizzata con la politica cavouriana e l’esercito sabaudo, Mazzini apparve uno sconfitto ma la sua via democratica ad un’Italia moderna educò le nuove generazioni di italiani, trovando compimento nel 1946.

Per questo il 2 ottobre il Centro Mazziniano ha organizzato, in collaborazione con l’Associazione di Storia Contemporanea, l’Associazione Mazziniana Italiana nazionale e locale e gli Amici del Lucifero, la rievocazione dell’esecuzione capitale in costumi d’epoca, curata dall’Accademia di Oplologia e Militaria.

Il corteo è partito dalla Rocca Roveresca con la rievocazione, presso il Monumento in memoria di Girolamo Simoncelli (in via Chiostergi). Subito dopo c’è stato lo scoprimento del busto marmoreo dedicato al patriota, realizzato dal maestro Giuliano Giuliani con l’intervento del presidente nazionale AMI. Successivamente, al Palazzetto Baviera, è stato presentato il volume “Senigallia. Storia di una città e delle sue trasformazioni 1797-2021” di Marco Severini (Ed. il lavoro editoriale 2021) che dedica un’ampia trattazione alla storia e alla memoria di Simoncelli.

Hanno parlato di quest’opera i professori Luca Lavatori e Lidia Pupilli (soci ASC), alla presenza dell’autore.

In precedenza si era proceduto allo scoprimento, per opera dell’Amministrazione comunale, rappresentata dall’assessore Cinzia Petetta,  dell’intestazione di via Chiostergi all’inizio della stessa via, di fronte all’ex Politeama “Rossini”. Fu infatti l’antifascista e padre costituente Giuseppe Chiostergi, di cui ricorre il sessantesimo anniversario della scomparsa (avvenuta a Ginevra il 1° dicembre 1961), a fondare il 7 dicembre 1948 il Centro Mazziniano avviando, così, un’attività storico-culturale che dura da 73 anni.

Nelle foto: la rievocazione dell’esecuzione capitale di Girolamo Simoncelli, in costumi d’epoca, curata dall’Accademia di Oplologia e Militaria

 

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