Campanile: “Bello si scontra con me in aula e chiama i Vigili ma il sindaco li fa andare via”

Campanile: “Bello si scontra con me in aula e chiama i Vigili ma il sindaco li fa andare via”

A Senigallia un’altra seduta del Consiglio comunale andata avanti tra le polemiche e da dimenticare al più presto

di GENNARO CAMPANILE*

SENIGALLIA – “E qui comando io e questa è casa mia” sembrava riecheggiare ieri in Consiglio comunale, con interpretazione del presidente Bello e non di Gigliola Cinguetti.

La contrapposizione plateale tra Bello e Campanile ha avuto infatti l’epilogo con la chiamata, da parte del primo, dei Vigili Urbani che arrivati velocemente in Consiglio comunale sono stati fatti tornare indietro dal sindaco Olivetti che, evidentemente, aveva una visione diversa di quello che stava accadendo.

“Ma che cosa è successo? Terminato il confronto sul DUP (il documento di programmazione economica triennale) e dopo la discussione e voto sulla revisione periodica delle partecipate, si è passati al nuovo regolamento della gestione dei rifiuti con l’assessore Campagnolo intento a spiegare i punti salienti e trincerarsi dietro l’ATA (azienda che pensa alla raccolta) nei punti di criticità che avrebbero meritato approfondimenti e modifiche.

Al termine della presentazione e prima di iniziare il dibattito il consigliere Liverani ha chiesto dieci minuti di pausa accordati dal presidente Bello. Alcuni consiglieri escono per respirare un po’ di aria buona e rientrano al termine della pausa giusto in tempo per sentire Bello aver proclamato la chiusura della discussione per mancanza di richieste di interventi su un regolamento di 54 articoli.

Campanile non ci sta, protesta vivacemente e si apre uno “scontro dialettico” con Bello che coinvolgerà anche il segretario comunale che non è in grado di dimostrare il tempo reale dell’interruzione e si rifugia nella richiesta di un atto di fiducia. Figuriamoci… I toni si accendono e di molto, Bello non ce la fa ad arginare Campanile e chiama udite udite i vigili. Un atto gravissimo, dettato probabilmente da un appannamento di lucidità, che viene stoppato immediatamente dal sindaco quando i vigili arrivano veramente. Giusto il tempo di arrivare, andare nella postazione del sindaco e poi ritornarsene subito via.

La velocità con cui si è voluta chiudere la discussione sulla TARI è probabilmente legata al desiderio di proteggere l’assessore Campagnolo, apparsa decisamente a disagio sull’argomento di sua competenza. D’altra parte anche in Commissione è stato impossibile confrontarsi con Lei sul nuovo regolamento in cui è sembrata un pesce fuori dall’acqua che, per un assessore all’Ambiente, è a dir poco imbarazzante.

Ma non è finita. Riacquistata un po’ di tranquillità si passa alle dichiarazioni di voto e Campanile restituisce pan per focaccia con un intervento che affronta alcune criticità presenti nelle novità del regolamento con dissacrante e feroce ironia che ridicolizzano certe norme. Sfora anche i tempi dell’intervento ma il presidente Bello non apre bocca, non si sa se ancora frastornato dalla sciocchezza di qualche minuto prima o timoroso di riaccendere la bagarre.

Assente dalla scena Bello il suo collega il consigliere Liverani, si alza dal suo scranno e si posiziona in piedi di fronte a Campanile che illustra le sue osservazioni. Non è per l’udito vacillante ma per “marcare stretto” il collega di minoranza (come si premura di scrivere in tempo reale su FB). Fa una certa tenerezza vedere la smargiassata dell’esponente di Fratelli d’Italia e immaginarselo sbarrare il passo a Campanile, più alto di una spanna, più corpulento, più giovane e soprattutto cresciuto con gli insegnamenti di Ciabattoni, maestro di judo.
Forse qualcuno dà un pizzicotto al presidente Bello che si scuote dal suo torpore ed invita Liverani a riprendere il suo posto, ponendo così fine alla ostentazione di una pressione fisica su un avversario politico. A qualcuno viene in mente qualcosa?

La giornata iniziata con le paperelle, l’airone cenerino e le luminarie nell’alveo del fiume (a Milano, sui Navigli, sono posizionate in tutt’altro modo) termina con l’immagine dei Vigili Urbani intenti a valutare le dimensioni delle eiezioni canine per strada per valutare se applicare il minimo o il massimo della pena pecuniaria prevista oppure osservare in controluce i sacchetti trasparenti dell’indifferenziata alla ricerca di corpi estranei e sanzionare, sempre dopo aver valutato come graduare la multa. Andiamo bene!
*Consigliere comunale AmoSenigallia

 

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