Liverani a Bomprezzi: “Nessun bavaglio ai consiglieri ma un semplice aggiornamento del regolamento”

Liverani a Bomprezzi: “Nessun bavaglio ai consiglieri ma un semplice aggiornamento del regolamento”

SENIGALLIA – “Gli eccessi delle festività natalizie hanno avuto esiti “devastanti” per il consigliere Bomprezzi. Forse ancora “traumatizzata” dal Consiglio del 17 dicembre quando il sindaco, parlando della Tari, le ha candidamente detto che “Lei non ha capito quello che è successo nel 2020”, cosa grave per un consigliere comunale, e per spiegarle il tutto lo ha fatto come si fa ai bambini quando si raccontano loro le fiabe, aggiungendo che “anche sua nipote di sette anni avrebbe capito quanto è accaduto”, ma non il consigliere Bomprezzi. Detto questo, ecco ora un attacco completamente fuori luogo, e anche sbagliato nei termini, del consigliere nei confronti del presidente del Consiglio Massimo Bello”.

E’ quanto scrive in una nota Marcello Liverani, membro dell’Assemblea nazionale di Fratelli d’Italia e consigliere comunale.

“Nessuna “prassi” vuole la sottoscrizione della proposta del regolamento da parte del presidente della Commissione: la prassi non è legge. Al consigliere Bomprezzi – aggiunge Liverani – sarebbe bastata una semplice riflessione per capire che il presidente del Consiglio, che è anche un consigliere, può presentare ed illustrare ipotesi di modifica del regolamento del Consiglio. A maggior ragione, poi, se è proprio il presidente del Consiglio, un ruolo ‘terzo”, che Massimo Bello svolge egregiamente come non mai. Nulla di anormale o di non democratico come sbandierato inutilmente e strumentalmente dal consigliere Bomprezzi.

“La Commissione prima, e il Consiglio comunale dopo avranno modo di discutere, approvare, cambiare e deliberare le modifiche al regolamento. Alcun attacco alla democrazia, ma semplicemente un aggiornamento del regolamento per migliorare, razionalizzare, semplificare e dare maggiore funzionalità all’attività del massimo organo collegiale del Comune a garanzia di tutti i suoi componenti.

“Si meraviglia, il consigliere Bomprezzi, che nelle proposte di modifica ci sia il fatto che i Consiglieri, eletti dal popolo, DECADANO in caso di assenza prolungata e non giustificata: lo sancisce la legge (Testo unico degli enti locali) e lo prevede lo Statuto comunale da tempo). Gentile Consigliere, forse a Lei sfuggono la legge e lo Statuto, che individuano nell’istituto della decadenza il rispetto che ciascun Consigliere deve avere nei confronti di quanti lo abbiano votato. La legge e lo Statuto colpiscono, infatti, le assenze ingiustificate consecutive. Non è il presidente Bello che decide, ma l’ordinamento. Si rimane basiti nel vedere che non si conoscono neanche i regolamenti più “elementari” di una istituzione.

“È una questione di rispetto verso i cittadini che hanno eletto quel Consigliere. Se quel Consigliere non giustifica assenze consecutive, è giustissimo che decada e che al suo posto subentri un altro Consigliere. Per Fratelli d’Italia il rispetto dell’elettore e delle istituzioni è al primo posto, cosa che spesso vediamo non appartenere a questa minoranza, che coglie ogni occasione per delegittimare.

“Per Fratelli d’Italia non c’è posto per i “furbetti del quartierino”, e se fosse per noi avremmo anche legato il “gettone di presenza” ad una presenza in Consiglio comunale di almeno l’80% della durata di ogni seduta, perché è troppo comodo arrivare, firmare la presenza, prendere il gettone di presenza e poi andarsene.

“Morale della favola, stia serena il consigliere Bomprezzi e si applichi di più sui regolamenti, leggendoli e studiandoli bene (evitando di farsi riprendere dal Sindaco). Ma soprattutto legga tutta la proposta, che prevede una serie di modifiche a vantaggio delle prerogative del Consiglio e di miglioramento della sua organizzazione e del suo funzionamento.

“Non c’è in atto alcuna deriva autoritaria del presidente Massimo Bello o di Fratelli d’Italia o di questa maggioranza. Anche perché, come prevedono le procedure e l’ordinamento, le modifiche al Regolamento passeranno prima nella competente Commissione per l’esame del provvedimento per poi approdare in Consiglio, in seduta plenaria, per essere ulteriormente discusse e votate, il tutto – conclude Marcello Liverani, membro dell’Assemblea nazionale di Fratelli d’Italia e consigliere comunale – nel pieno rispetto delle regole, della democrazia e delle istituzioni. Come accade per tutti i provvedimenti”.

 

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