“A Senigallia scritta una delle pagine più buie della storia del Comune”

“A Senigallia scritta una delle pagine più buie della storia del Comune”

Dopo l’approvazione del nuovo regolamento dura presa di posizione dei gruppi consiliari Pd, Vivi Senigallia, Diritti al Futuro, Amo Senigallia e Vola Senigallia: “Modifiche grossolane e, probabilmente illegittime: non ci fermiamo qui”

SENIGALLIA “Ieri abbiamo assistito alle 8 ore più buie, probabilmente, della storia del Consiglio comunale di Senigallia. A fronte di uno spreco di circa 2.000 euro tra commissioni e consigli comunali, si è votato per la modifica (ma in realtà, de facto, è un nuovo documento) del regolamento per il funzionamento del Consiglio e delle Commissioni. Un documento scritto in maniera grossolana, superficiale, male da un punto di vista tecnico. Un atto che dovrebbe essere condiviso da maggioranza e opposizione e che invece è estremamente fazioso sotto tanti punti di vista”. Inizia così un documento diffuso oggi dai gruppi consiliari Pd, Vivi Senigallia, Diritti al Futuro, Amo Senigallia e Vola Senigallia.

“Il primo – si legge sempre nel documento – è la nuova figura che si viene a creare: un Presidente del Consiglio che si dota di un logo del Consiglio comunale (a proposito: cosa c’entra l’ordine dorico per rappresentare Senigallia?) e che diventa il “gran visir” politico dell’aula, decidendo se e quando convocare le commissioni, se e quando ammettere gli emendamenti –senza alcuna valutazione tecnica del Segretario-, su cosa i consiglieri comunali debbano interrogare. Tagliando i tempi di discussione, perché visto mai che l’opposizione possa parlare troppo, è meglio fermarli prima. Facendo decadere, in maniera totalmente illegittima e senza alcun appiglio normativo o regolamentare, le commissioni permanenti precedentemente istituite con atti di consiglio comunale votati in primis dalla stessa maggioranza.

“Questo il merito, ma il metodo è ancora più risibile: l’atto infatti, in maniera totalmente scorretta da un punto di vista della prassi, è stato presentato proprio dal “gran visir” presidente, che si è di fatto costruito le regole e l’aula in base alle sue personali esigenze politiche. E la maggioranza? Non una parola, soltanto la bocciatura di 66 emendamenti (58 provenienti dall’opposizione e 8 dal consigliere Rebecchini). Il Sindaco? Come sempre, non pervenuto, nella sua pilatesca interpretazione del ruolo.

“Non ci fermeremo qui, però: stiano tranquilli i nostri governanti. La Democrazia – concludono i consiglieri dei gruppi consiliari Pd, Vivi Senigallia, Diritti al Futuro, Amo Senigallia e Vola Senigallia – non significa votare tutto a colpi di maggioranza: c’è molto di più”.

 

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