Campanile: “Alla Fondazione Città di Senigallia conviene abbandonare gli Orti del Vescovo”

Campanile: “Alla Fondazione Città di Senigallia conviene abbandonare gli Orti del Vescovo”

di GENNARO CAMPANILE*

SENIGALLIA – Gli Orti del Vescovo, il più importante ambito di riqualificazione del centro storico in Piazza del Duomo, corre il rischio di non vedere la luce per le difficoltà della Fondazione Città di Senigallia. La Fondazione infatti è coinvolta nel progetto e dovrà sborsare parecchi soldi che non ha (per ora), per ottenere alla fine alcuni appartamenti di edilizia popolare. Se “salta” la Fondazione salta l’intero progetto e dovremo aspettare molti anni per vedere sanato l’attuale degrado nunciando ad una riqualificazione monumentale.
Tra l’altro altri tre edifici della piazza sono stati portati a nuovo (Duomo, Palazzo Vescovile ed ex-Filanda) ed è davvero pietoso che una parte della  piazza risulti in uno stato fatiscente con un complesso in parte anche pericoloso (lato fiume).

Una soluzione che salva capra e cavoli è quella che prevede l’uscita di scena della Fondazione attraverso la vendita a privati della propria quota (soluzione ottimale) oppure la permuta della sua partecipazione (non si generano però flussi di cassa positivi). In questo modo si potrebbe andare avanti nel progetto e nella realizzazione dell’opera, mantenendo sostanzialmente anche la destinazione d’uso. La munificenza prevista originariamente per quella parte della città tornerebbe a far splendere una parte del centro storico ora in abbandono.
La Fondazione si libererebbe di un peso che oggi non è in grado di sopportare, acquisirebbe la tranquillità finanziaria per garantire la gestione corrente dell’assistenza agli anziani e, non ultimo, potrebbe affrontare con serenità e senza fretta l’alienazione del Musinf. Per la Fondazione la proprietà di appartamenti popolari sugli Orti del Vescovo non è strategica né funzionale e quindi risulta inutile.
In questo modo anche il Comune, che ha già speso gli oneri di urbanizzazione previsti riqualificando Piazza Garibaldi, non correrà il rischio di doverli ridare indietro e si tratta di cifre importanti.
Si potrebbe obiettare la perdita dello spirito originario dell’idea complessiva: non è vero, non saranno pochi appartamenti di edilizia popolare in meno (che possono essere costruiti da altre parti) a stravolgere un progetto completo ed articolato che prevede anche negozi a pianterreno. Tra l’altro possono esserci compensazioni che si possono fare con trasparenza per non danneggiare gli investitori.
Sul progetto degli Orti sono stati sollevati dubbi da parte dei ultimi due Consigli di Amministrazione della Fondazione, più perché la Fondazione non può permettersi il progetto che per motivi tecnici. Una delle osservazioni a favore dell’affossamento è la questione dei garage sotterranei che sarebbero una follia considerando il rischio rappresentato dal fiume.
La considerazione è priva di fondamento: in quel tratto la sezione di fiume è nettamente superiore rispetto a quella a valle e quindi il fiume esonderebbe prima in via della Darsena o Ponte degli Angeli, come è sempre avvenuto. In secondo luogo l’acqua va in discesa ed è sufficiente che l’accesso ai garage sia ad un livello superiore rispetto al piano stradale che costeggia il fiume in modo da eliminare il rischio residuo.

*Consigliere comunale AmoSenigallia

QS – RIPRODUZIONE RISERVATA - www.quisenigallia.it

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