“No alla guerra e all’invio di armi in Ucraina”, a Jesi e Senigallia la protesta di Rifondazione comunista

“No alla guerra e all’invio di armi in Ucraina”, a Jesi e Senigallia la protesta di Rifondazione comunista

ANCONA – Le ultime scelte del governo di continuare ad inviare armi anche pesanti in Ucraina, vedono salire la contrarietà della popolazione italiana e crescere la preoccupazione di una deriva guerrafondaia a largo raggio.

“Varie sono le realtà territoriali coinvolte in esercitazioni e invio di droni sui territori di guerra. Il buonsenso – si legge in una nota di Rifondazione Comunista –  indicherebbe altra strada, altri tentativi diplomatici per raggiungere l’obiettivo di fermare la guerra.

“Mentre già si parla di ulteriori tagli a settori essenziali per la vita di tutti i giorni, per la cura delle persone, come la sanità e la scuola, l’unica voce che cresce senza sosta sono le spese militari. Inutili e dannose.

“Hanno deciso di aggiungere altri 13 miliardi, ai 25 gia’ spesi, per un totale di 38 miliardi. Anzichè investire in trasporti, per il reddito, per la ricerca, la transizione ecologica non piu’ rinviabile, si privilegia il riarmo anche nucleare.

“Il Partito della Rifondazione comunista, con le sue parlamentari ha espresso voti contrari e richiesto i necessari chiarimenti in Parlamento. Mobilitazioni stanno avvenendo su tutto il territorio nazionale, i prossimi giorni si avranno anche scioperi contro la guerra e le spese militari.

Manifestazioni contro la guerra e l’invio di armi in Ucraina si svolgeranno domani (giovedì 19 maggio) alle ore 18 a Jesi, nel piazzale della Coop, e sabato a Senigallia, alle ore 17, in piazza Roma.

 

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