A Serra de’ Conti lavori per il nuovo sistema fognario lungo la scalinata della Porta della Croce

A Serra de’ Conti lavori per il nuovo sistema fognario lungo la scalinata della Porta della Croce

Italia Nostra ne chiede il ripristino integrale con la tecnica del restauro conservativo

di VIRGINIO VILLANI*

SERRA DE’ CONTI – Un centro storico è un sistema molto fragile, molto più di un singolo monumento storico vecchio di secoli, perché alla vetustà unisce la complessità delle molteplici parti che lo compongono e che concorrono a costituire la sua identità e la sua integrità.

Basta così che uno dei suoi elementi venga alterato che ne risultano modificati la sua integrità. il suo equilibrio e il suo aspetto. Questo per far capire quanto sia importante trattarlo come un monumento unico e applicare ad ogni intervento sul suo tessuto il principio del restauro conservativo. Ad esempio nel ripristino delle murature vanno utilizzate le tecniche originarie, quali la stuccatura con malte a base di arenaria e non con cemento come avviene spesso; il reimpiego dei materiali originari e se non sufficienti materiali simili, come i mattoni vecchi.

In questi giorni a Serra de’ Conti l’azienda “Viva Sevizi” ha dato in appalto i lavori per sostituire un tratto della rete fognaria lungo la caratteristica scalinata che dalla Porta della Croce sale a via Garibaldi, Si tratta della prospettiva scenografica più suggestiva del paese, che taglia a metà il centro storico e costituisce insieme al Corso l’architettura portante dell’impianto urbano. I lavori comportano lo smantellamento e la ricostruzione della scalinata in mattoni e pietra arenaria. Un lavoro complesso e delicato che va eseguito nel disegno e nell’uso dei materiali senza alterare l’immagine originaria del manufatto.

A questo scopo esistono le prescrizioni da parte della Soprintendenza, che non conosciamo e non possiamo giudicare se siano o meno sufficientemente puntuali. In ogni caso ci chiediamo: basteranno a fare eseguire il lavoro di ripristino a regola d’arte?

Le imprese sanno fin dall’inizio che gli interventi nel centro storico comportano maggiori oneri in materia di tempi di esecuzione, di qualità del materiale e di professionalità? Purtroppo non sempre le ditte appaltatrici ne sono consapevoli e il rischio è che si tenda a far quadrare i conti sorvolando su molti dettagli, a volte anche sull’esecuzione. Basta ricordare i problemi che hanno causato spesso i lavori di selciatura eseguiti in fretta per insufficienza di risorse.

Nel nostro caso il problema più evidente è quello della qualità dei materiali: le malte che devono seguire i metodi tradizionali con rena e sabbia e non solo cemento; i mattoni da usare per i bordi dei gradini che ne sono andati distrutti in gran numero perché si è intervenuto pesantemente con mezzi meccanici. Questi in particolare vanno reintegrati non con materiale nuovo di colore diverso e con angoli vivi, ma reimpiegando mattoni usati ricavati da vecchie costruzioni, anche se hanno ovviamente un costo superiore. Poi c’è il problema dei chiusini, che non può essere risolto impiegando i soliti coperchi in ghisa: la soluzione deve essere la stessa adottata per le nicchie dei contatori del gas con telai in metallo e fondo in laterizio.

Richiamiamo quindi le autorità preposte, soprattutto l’ufficio tecnico, ad una sorveglianza accurata sui lavori in corso e più generalmente su tutti i lavori che interessano il centro storico, sia che si tratti di lavori pubblici, sia di lavori privati, comprese le tinteggiature, che non possono essere lasciate al gusto dei privati, ma autorizzate secondo i regolamenti esistenti e in ogni caso secondo un criterio di armonizzazione con l’esistente.

Esiste una consolidata tradizione a Serra de’ Conti di cura e valorizzazione del centro storico. E’ bene che non se ne perda la memoria e che ne tengano conto sia gli amministratori, che soprattutto i tecnici comunali del settore.

*Presidente Italia Nostra – Sezione di Senigallia

QS – RIPRODUZIONE RISERVATA - www.quisenigallia.it

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