La fauna selvatica causa troppi danni agli agricoltori: Corinaldo Civitas solleciterà l’intervento della Regione

La fauna selvatica causa troppi danni agli agricoltori: Corinaldo Civitas solleciterà l’intervento della Regione

CORINALDO – “La nostra lista – si legge in un documento diffuso oggi da Corinaldo Civitas – nell’azione di governo intenderà tutelare le aziende agricole presenti nel territorio dalla azione lesiva della fauna selvatica, dai danni causati nelle colture e quant’altro.

“I danni causati dagli animali selvatici, in passato, erano considerati sostanzialmente non indennizzabili, in quanto tutta la fauna selvatica era ritenuta “res nullius”, ossia “cosa di nessuno”. Con la L. 27 dicembre 1977, n. 968 la fauna selvatica (appartenente a determinate specie protette) è stata dichiarata patrimonio indisponibile dello Stato, tutelata nell’interesse della comunità nazionale e le relative funzioni normative e amministrative sono state assegnate alle Regioni, anche in virtù dell’art. 117 Cost.

“Ad oggi con la sentenza della Cassazione Civile, del 20 aprile 2020 n.7969 si è ribaltato il proprio orientamento in merito alla responsabilità dei danni causati da animali selvatici, sostenendo ora che il soggetto pubblico responsabile, in base all’art. 2052 c.c., è la Regione.

“Secondo il nuovo orientamento della Corte ad essere responsabile dei danni cagionati da animali selvatici è la Regione poiché essa è l’ente titolare della competenza normativa in materia di patrimonio faunistico e delle funzioni amministrative di programmazione, coordinamento e controllo delle attività di tutela e gestione della fauna selvatica, anche se queste stesse funzioni possono eventualmente essere svolte con delega da altri enti. In quest’ultimo caso, infatti, la regione può rivalersi nei confronti degli enti che avrebbero dovuto vigilare sulla fauna selvatica impedendo il danno, potendo anche chiamarli in causa nello stesso giudizio promosso dal danneggiato contro la Regione.

“Corinaldo Civitas, al pari delle associazioni di categoria – si legge sempre nel documento -, ritiene che la soluzione dei problemi legati ai danni causati dalla fauna selvatica non è più rinviabile e l’aggravio delle competenze e la responsabilità indotta agli enti territoriali ci sollecita verso una azione diretta e pressante da indirizzare agli uffici competenti regionali e soprattutto agli organi amministrativi politici al fine di giungere a definire delle linee di indirizzo chiare. L’interesse degli agricoltori è chiaramente quello di poter svolgere la propria attività economica nel migliore dei modi, il non prodigarsi nel risolvere questa problematica non fa altro che allontanare gli imprenditori agricoli con le conseguenze dell’abbandono dei territori, soprattutto quelli collinari di nostro interesse.

“Occorre rimarcare in maniera pressante agli amministratori regionali la scarsità ed inefficacia della normativa attuale che non è più adatta ad intervenire in maniera efficace troppo sbilanciata verso la salvaguardia e conservazione della fauna selvatica.

“Occorre far presente alle istituzioni regionali che lo sviluppo del territorio, non solo dal punto di vista economico, ma anche ambientale, della sicurezza e salute dei concittadini, anche della sicurezza stradale per l’aumento dei danni causati dalla fauna selvatica, è preminente negli interessi di una azione di governo seria, quale dovrà essere quella destinata al comune di Corinaldo. In conclusione ci preme evidenziare come le associazioni di categoria abbiamo allarmato le istituzioni riguardo all’aumento considerevole della fauna selvatica […]…negli ultimi 30 anni i cinghiali sono aumentati di oltre il 400%, le popolazioni di capriolo hanno superato il 350% e quelle di cervo oltre l’800%. Stessa cosa per i branchi di lupi e ibridi che si stanno avvicinando sempre di più ai centri abitati. Il risultato è che si è assistito, negli ultimi anni, ad una diffusione fuori misura di alcuni esemplari di fauna selvatica anche in ambienti non caratteristici e con una densità di popolazione non compatibile con gli equilibri biologici […]…occorrono interventi immediati e risarcimenti certi e tempestivi agli agricoltori, sia per i danni diretti determinati dalla perdita di produzione, sia per quelli indiretti. É necessaria, quindi, l’attuazione di adeguate politiche di contenimento, a partire da piani di prelievo selettivi che, distinti per sesso, classi ed età, potranno essere realizzati, anche al di fuori dei periodi, degli orari, dell’arco temporale e del numero di giornate fruibili, previsti dalla regolamentazione sull’esercizio dell’attività venatoria…[…] occorre prevedere il monitoraggio obbligatorio su scala regionale e nazionale delle popolazioni di ungulati, di lupi e canidi con metodologie tecnicamente corrette che supportino la formulazione di piani di prelievo per tutte le specie.

“Su questo aspetto – si legge sempre nel documento di Corinaldo Civitas – va ricordato che i danni causati alle aziende non sono limitati agli ungulati ed ai lupi, anche le nutrie rappresentano al pari una grave problematica. Per tali interventi occorrono poi risorse umane e finanziarie sufficienti…la nostra lista Corinaldo Civitas, attuerà una politica di forte pressione verso le istituzioni responsabili e solleciterà in maniera continua l’azione di quanti interessati direttamente sia in virtù delle competenze delegate dalla normativa, sia quanti destinati alla salvaguardia e tutela degli interessi economici delle aziende agricole”.

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