Campanile sulla Fondazione Città di Senigallia: “Bello bocciato, Canafoglia pure”

Campanile sulla Fondazione Città di Senigallia: “Bello bocciato, Canafoglia pure”

di GENNARO CAMPANILE*

SENIGALLIA – Giovedì scorso è stata una giornata importante per chi sta a cuore il futuro della Fondazione Città di Senigallia. Il Commissario Canafoglia per la prima volta in 16 mesi ha parlato anche del futuro e non solo (ancora!!) del passato dell’Ente ponendo alcuni paletti che Amo Senigallia aveva indicato già mesi fa. Il oresidente Bello invece ha fatto un’altra figuraccia.

Procediamo con ordine. Giovedì mattina alle 10,30 Canafoglia ha convocato consiglieri ed assessori per un tour in Fondazione. Su trenta invitati si sono presentati solo Olivetti e Bello. Assente tutta la maggioranza, anche quelli che sono in pensione, il che la dice lunga dal momento che governa la città. Organizzazione improvvisata, orario sbagliato, concomitanza con la Capogruppo del pomeriggio per parlare sempre della Fondazione sono le cause della passerella fallita.

La capogruppo (riunione con i capogruppo dei partiti/liste presenti in Consiglio Comunale) si apre con un colpo di scena. La riunione non è pubblica ma questo, secondo il Presidente Bello, non è un esplicito divieto. Basta quindi decidere di trasmetterla in streaming e “voilà le jeux son fait”. Dopo essere stato l’autore del nuovo regolamento tappa-bocche il Presidente Bello si produce pure in interpretazioni che al comune cittadino fanno venire il mal di pancia. Con lo stesso metro il Regolamento consigliare può essere buttato nel cestino. A proposito, lo streaming è stato acceso “prima” della decisione di farlo e non “dopo”, segno evidente di un disegno precostituito e non va bene per la dignità dello stesso Consiglio comunale.

Parla il Commissario Canafoglia. Il tono non è più da arrogante forense o da Torquemada che ha preso di punta la gestione Guzzonato e con gli occhi rivolti sempre al passato.  Un Commissario che fa quasi tenerezza e che si appella agli uomini di buona volontà che lo aiutino contro la politica (di destra) che lo ha lasciato solo come ha fatto il centrosinistra con il suo predecessore. Sentire parole di comprensione verso il precedente presidente dopo averlo impallinato nelle infuocate audizioni dello scorso anno e nelle due relazioni di maggio e settembre, ha fatto un certo effetto. Si è accorto di aver esagerato e vuole fare un recupero? Si è reso conto che la Fondazione non è un giocherello?  Ha capito che gran parte delle critiche feroci mosse non sono determinanti?

Quello che Amo Senigallia ha sostenuto anche mesi e mesi fa in merito al conto economico e alle strategie patrimoniali ed operative ha avuto un totale riscontro nella relazione di Canafoglia ma quale sia lo stato dell’arte non è dato di sapere. Due gli impegni importanti assunti pubblicamente: i libri non saranno portati in tribunale senza prima aver tentato l’impossibile, l’assistenza non sarà venduta a privati. Per riuscirci le strade sono quelle note: riduzione dei costi, aumento dei ricavi, chiusura del contenzioso Autostrade ed Asur, alienazione Musinf e partecipazione Orti del Vescovo. L’aumento dei posti in RSA comporterebbe un ricavo di circa 750.000 mentre la saturazione dei posti RT altri 250.000: è facile capire che evidenziare il risparmio effettuato di 500 di lemonsoda appare veramente inconsistente.

Canafoglia ha chiesto la disponibilità ad accompagnarlo in Regione per ottenere i posti letto RSA che sono fondamentali. Se si tratta di una cosa seria, Amo Senigallia c’è. Da mesi invoca, inascoltata, analoga unità d’intenti per l’Ospedale che il Sindaco Olivetti non vuole ascoltare. Quando c’è da ribellarsi alle prepotenze dell’Amministrazione lo si fa, quando c’è da unirsi contro un “nemico della nostra comunità” Amo Senigallia lo farà con altrettanta determinazione.

E’ chiaro però che non si può prima sparare ad alzo zero, coinvolgere la magistratura, far apparire la gestione precedente come il male assoluto, decontestualizzare gli avvenimenti e senza contraddittorio e poi chiedere di andare a braccetto a protestare. Canafoglia ha scelto la strada della divisione e della contrapposizione frontale. Ha sbagliato a mischiare politica e gestione ed ora ne paga le conseguenze con la solitudine che ha trovato giovedì scorso in Fondazione e Capogruppo.

In alcuni momenti della relazione del Commissario Canafoglia l’aula era quasi deserta tanto da suscitare lo sdegno dello stesso relatore. Anche il presidente Bello si è allontanato per parecchio tempo (sicuramente avrà avuto qualcosa di “più” importante da fare) ma la riunione è stata convocata da lui e l’importanza dell’audizione avrebbe meritato maggiore attenzione da parte sua oppure uno strumento più adeguato come la Commissione o addirittura il Consiglio (come già fatto).

La politica ha lasciato solo il Commissario come avvenuto con Guzzonato (con cui Canafoglia si trova d’accordo con diverse strategie messe in atto nel passato) ma la politica non è un ologramma. Ha nomi e cognomi e sarebbe ora di farli tanto più che fra due mesi ci sono le elezioni politiche e la minestra è sempre la stessa.

Un’ultima cosa: Canafoglia ha chiesto di instaurare un filo diretto con lui per informazioni e suggerimenti. L’idea sarebbe stata positiva se proposta fin da subito anziché puntare sulla contrapposizione tra buoni e cattivi e comunque lo strumento sarebbe inadeguato. Si metta d’accordo con Bello per incontri periodici con i rappresentanti dei cittadini nelle forme escogitate da quest’ultimo che ha dato prova sul campo di avere fantasia da vendere. La riservatezza sarà garantita ma anche la trasparenza. Le relazioni individuali sono spesso poco trasparenti.

*Consigliere comunale AmoSenigallia

 

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