Con Marchestorie Serra de’ Conti riscopre la leggendaria figura di Padronsi

Con Marchestorie Serra de’ Conti riscopre la leggendaria figura di Padronsi

SERRA DE’ CONTI – Raccontare i borghi delle Marche attraverso le storie, i saperi e i sapori: questo era l’obiettivo primario del festival Marchestorie che a Serra de’ Conti è stato declinato nella rassegna “OSPITE! Le comunità si raccontano e i viaggiatori scoprono!” ideata dall’amministrazione comunale con la collaborazione dell’Associazione Culturale Nottenera.

Il progetto si è sviluppato intorno alla riscoperta della figura leggendaria di Padre Agostino Orsi.

La vita di “Padronsi”, il frate ribelle vissuto a Serra tra 7 e 800, è stata raccontata in un suggestivo spettacolo itinerante scritto e diretto da Andrea Fazzini (Teatro Rebis) con la fondamentale partecipazione della vivace comunità serrana. Gli abitanti e le associazioni sono infatti stati coinvolti dapprima nella raccolta di testimonianze (in particolare Paula Carbini, Carlo Ceresani, Marica Petrolati) e poi nella effettiva messa in scena del testo, che ha visto impegnati, a fianco ai due attori professionisti Fernando Micucci e Luca Serrani, gli attori locali Filippo Baldelli, Andrea Filipponi, Paola Massi, Lucia Olivi, Euro Paolini, Stefano Vecchi e i dolcissimi Giacomo e Greta. Le musiche sono state scelte ed eseguite da Claudia Gioia Gentili e Alfio Vernuccio (La Quarta Caravella). Il Coro Francesco Tomassini, diretto dal Maestro Mirco Barani, ha regalato alle scene un’atmosfera unica, così come le incursioni piriche di Andrea Giardinieri (Circoplà) e Federico Giacani (Ass. Lisca).

Attorno a questo evento principale, il week end ha proposto una serie di altri appuntamenti molto interessanti, alcuni dei quali a tema api, visto che lo stesso Padronsi, ecologista ante litteram, era un appassionato apicoltore: l’attrice Meri Bracalente ha portato in scena lo spettacolo per bambini (di tutte le età) “VOCE DEL VERBO ALVEARE _ piccolo dialogo fra la Natura e un’attrice curiosa”, mentre Marco Valentini, pioniere dell’apicoltura biologica in Italia, ha presentato il suo libro “PERCHE’ E’ ANCORA POSSIBILE SALVARE LE API_ Ecco come l’ho spiegato a mia nipote”.

A completare il quadro sono state l’inaugurazione della mostra del fotografo svizzero trapianto a Serra Rolf Schertenleib e le passeggiate tra le opere d’arte presenti nel centro storico guidate dalla visual artist e docente di Disegno e Storia dell’arte Annaclara Di Biase.

Tutti gli eventi in programma sono stati premiati da una grande partecipazione di pubblico, presente in numeri decisamente superiore alle attese.

Per tutta la durata dell’iniziativa hanno funzionato anche dei punti di degustazione e ristoro per regalare la giusta vetrina ai fantastici prodotti tipici del territorio.

La soddisfazione per la riuscita dell’appuntamento nelle parole del sindaco Letizia Perticaroli: «MArCHESTORIE, Ospite, la Storia tra le mille storie della nostra Regione. Sono state 2 giornate all’insegna del moderno, più di ogni altro moderno! Abbiamo vissuto un tempo/spazio in cui la cultura del passato ha sollecitato le coscienze e la riflessione di grandi e piccini.

Abbiamo avuto modo di “incontrare” padre Agostino Orsi, un frate francescano vissuto nel XVIII secolo nel Convento che ora ospita la sede municipale di Serra de’ Conti. Ci siamo imbattuti nelle sue “passioni” e abbiamo compreso quanto le sue idee fossero rivoluzionarie per quei tempi.

Il messaggio che ho tratto da tutti gli spettacoli e le attività è che è compito di ognuno di noi proteggere ciò che è piccolo e fragile, poiché il bene dell’essere umano e del mondo è determinato da ciò che sembra, per sua natura, piccolo e indifeso».

Le fa eco l’assessore alla cultura Luca Bevilacqua: «Il connubio tra arte, cultura, tradizione, storia e immaginario collettivo si è incrociato perfettamente con la volontà di questa amministrazione di portare avanti solo proposte di qualità. Marchestorie, con lo spettacolo dedicato a Padronsi e con tutti gli altri eventi, è stato questo. Ecco perché lo consideriamo un grandissimo successo di Serra de’ conti e della sua comunità, che ha contribuito in modo importante a realizzare un bell’evento leggero e al tempo stesso profondo».

Narrare il territorio e rendere protagonista la comunità che lo vive: questi i punti fermi sui quali è necessario investire e gli ottimi risultati di “Ospite!” lo confermano.

 

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