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I misteri della fotografia, nuovo appuntamento a Senigallia

SENIGALLIA – In una vera indagine poliziesca, soprattutto su un vecchio caso, basta che entri in scena un nuovo personaggio per sconvolgere tutto. Un testimone dimenticato, un sospetto che esce dall’ombra, e voilà, tutte le piste sono da rifare. È spesso questo che fa il successo di un buon film. Ebbene, la storia della fotografia è un po’ la stessa cosa: pensavamo di aver capito tutto con Daguerre, Niépce e Talbot… ed ecco che un nuovo personaggio, questa volta ben reale, entra in scena: Alphonse-Eugène Hubert.

Perché la verità scientifica è così fragile? Perché Niépce, il vero pioniere, è stato lasciato nell’ombra per così tanto tempo? Basta un po’ di clamore, una storia ben confezionata, e subito ci si entusiasma per un nizzardo perso nella giungla brasiliana, che avrebbe inventato tutto: il concetto, il nome, la tecnica… Florence è l’eroe perfetto per chi vuole decentrare la storia, uscire dal racconto troppo europeo. L’intenzione non è cattiva, ma a forza di cercare figure dimenticate, si finisce a volte per esagerare, o addirittura per cadere in recuperi opportunistici.

Allora, cosa cambia con Hubert? Perché non è solo una moda passeggera? Perché Hubert, lui, c’era fin dall’inizio. Non c’è bisogno di andarlo a cercare dall’altra parte del mondo o di inventare leggende: basta aprire gli occhi sui primi racconti, sugli archivi. Come in un’indagine, gli indizi erano lì, sotto il nostro naso, ma ci è voluto tempo per vederli.

Tutto è cambiato grazie a una storia degna di un romanzo: dei muratori scoprono un nascondiglio in un muro, nel quartiere degli Arti e Mestieri. All’interno, una cartella piena di lettere e manoscritti firmati Alphonse-Eugène Hubert. Ci sono voluti anni per leggere tutto, per capire tutto.

La Biblioteca Nazionale ha finito per acquistare due di questi manoscritti: vi si scoprono le lezioni private che Hubert dava a Goupil-Fesquet, poco prima del suo viaggio in Egitto. E poi, due anni fa, il Museo di Houston ha acquistato una splendida lastra firmata Hubert. Poco a poco, il pubblico inizia ad aprire gli occhi.

Ecco dunque un nuovo eroe, sulla scia di Niépce, che prende posto nel grande racconto della fotografia. E qui sorge una domanda, semplicissima:

Ma allora, chi siete davvero, signor Daguerre?

 

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