Visioni di frontiera, la nuova generazione fotografica fra tradizione e mutamento tecnologico
di ENZO CARLI
SENIGALLIA – Dopo l’esperienza del Manifesto Passaggio di Frontiera (1995-2004, Premio nazionale Città di Fabriano 2013) abbiamo avvertito la necessità di continuare la ricerca e sperimentazione e contrastare tutto quello che ha condizionato l’immagine e che non sia espressione del nuovo millennio.
La nuova generazione fotografica si trova in bilico tra la tradizione fideistica e il mutamento sociale e tecnologico. Siamo altresì in presenza di condizioni fortemente interattive che spingono un singolo ad integrarsi per la ricerca della realizzazione personale, alla messa in comune delle proprie motivazioni, aspirazioni e bisogni.
La fotografia è quindi il medium che riproduce tra visibile e invisibile, nuove codifiche e interpretazioni della memoria, dei sogni, dello spazio esistenziale per una nuova visione interiore. Il trasferimento avviene attraverso un progetto dinamico di fotografia che interagisce con il tempo e le forme della civilizzazione.
Una differente fotografia che è quindi una forma di atteggiamento critico e risolutivo nei confronti dei dogmi e delle profezie che si auto rivela dalla conoscenza e dagli obblighi del percorso della rappresentazione figurativa. Lavoriamo nella storia con la storia e nella critica con la critica per recuperare identità e pensieri mutanti.
In questo incerto passaggio epocale dai continui e variabili significati che tramano le immagini precarie della nostra esistenza, sentiamo il dovere di:
– promuovere le nostre idee e il nostro pensiero;
-insistere sulla necessità di ordinare la ricerca;
-avviare un processo di revisione critica, storica e culturale.
Ci interessa sperimentare:
la percezione,
la referenzialità,
l’autenticazione,
l’evocazione
il sentimento
il desiderio


