Il bilancio della Fondazione Città di Senigallia chiude finalmente con un utile
SENIGALLIA – Questa mattina il presidente della Fondazione “Città di Senigallia“, avvocato Corrado Canafoglia, ha presentato ufficialmente alla città il bilancio relativo all’anno 2024, che chiude con un utile di 52.767 euro.
E’ un risultato importante che conferma il trend positivo che la fondazione ha assunto dal commissariamento ad oggi.
“Ricordo – ha detto Canafoglia – i risultati bilanci d’esercizio degli ultimi anni:
anno 2019 – 592.302,57
anno 2020 – 782.208,01
anno 2021 – 431.160,74
anno 2022 + 4.195,84
anno 2023 + 32.967,56 (detratto debito autostrade e svalutazione immobili)
“Ricordo – ha proseguito – che nel 2023 il bilancio si è chiuso con un pesantissimo segno negativo, dettato dall’emersione del debito verso Autostrade per l’Italia spa e dalla svalutazione del valore degli immobili.
“Durante il commissariamento lo sforzo della gestione si è concentrato sul controllo della spesa e dal 2022 ad oggi l’ente non ricorre, come in passato alla vendita del patrimonio immobiliare o all’utilizzo della cassa per far fronte alla spesa corrente annuale.
“Nei 3 anni di commissariamento sommando i risultati d’esercizio di bilancio le casse dell’ente hanno ottenuto un complessivo incremento di oltre 90.000 €, fatto questo che ha permesso di non erodere il patrimonio per la spesa corrente.
Il patrimonio immobiliare e mobiliare durante il 2024 e negli anni a venire verrà però pesantemente utilizzato per far fronte all’esposizione nei confronti di autostrade per l’Italia S.p.A e pertanto l’Ente si trova ancora in una condizione di crisi che giustifica la permanenza del commissriamento.
“Rispetto alla vicenda Autostrade di fronte all’obbligo iniziale di restituire € 14.887.480,61 a causa della soccombenza nel giudizio dell’indennità d’esproprio, oggi la Fondazione deve restituire ancora 6.887.480 € avendo versato alla controparte 8 milioni €.
“La conduzione della trattativa con Autostrade ha permesso di liquidare il dovuto a quest’ultima e di mantenere al contempo la continuità aziendale dell’ente.
“Non posso dimenticare i difficili momenti in cui abbiamo vissuto il rischio di dover portare i libri in tribunale, ma solo grazie al lavoro intenso di riorganizzazione e di risanamento aziendale, cui hanno partecipato tutti i dipendenti dell’ente, oggi abbiamo raggiunto un altro risultato importante, consolidando un trend positivo che sta portando fuori dal rischio fallimento l’ente.
“Questi risultati positivi non debbono però far pensare che la situazione si è superata, poiché:
1-bisogna restituire 6.887.480 € ad Autostrade per l’Italia
2-stiamo definendo il futuro assetto di 2 palazzine, ove oggi sono ospitati 47 anziani (palazzina Nord) e 10 alluvionati (palazzina Sud).
“Si smentisce pertanto qualsiasi voce di chiusura della residenza protetta per anziani, anzi si sta lavorando per concentrare sulla palazzina Nord l’attività di accoglienza nella nostra comunità, lavorando invece ad una diversa destinazione della palazzina sud, posto che gli attuali 17 posti non consentono un equilibrio finanziario nella gestione da parte della stessa fondazione.
“Rispetto alla destinazione della palazzina sud nei prossimi mesi sarà mia cura dar notizia del risultato del progetto cui si sta lavorando intensamente da tempo per dare una risposta importante al territorio, nonostante da più parti vi siano stati tentativi di ostacolare la realizzazione del progetto stesso.
“Ricordo per chi non l’avesse compreso che Palazzina Sud ha svolto un’importante funzione socio economica per la comunità, dando ospitalità a coloro che hanno subito l’alluvione non hanno trovato soluzioni residenziali ottimali.
“Paradossalmente se da una parte la fondazione ha svolto un’importante funzione sociale per costoro, la gestione di tale accoglienza ha portato un utile economico nella gestione finanziaria della stessa palazzina Sud posto che una siffatta accoglienza non richiede i costi del personale invece necessari per una residenza protetta per anziani o di una Rsa stante l’esiguità del numero dei posti letto.
“In questo ulteriore periodo di commissariamento si continuerà a lavorare sull’ottimizzazione delle proprietà del Musinf, degli Orti del Vescovo, delle aree fabbricabili di via Cellini e di via Arceviese, il cui prezzo di vendita sarà destinato a chiudere il debito con autostrade.
“Capitolo importante è altresì l’assetto gestionale della fondazione. E’ sotto gli occhi di tutti che l’attuale sistema che prevede un Cda di 5 membri nominato dal consiglio comunale e quindi di derivazione politica abbia fallito ed ha portato l’ente a rischio fallimento.
“È altresì evidente che tale sistema non preveda reali ed efficaci controlli del Comune sulla gestione dell’ente: è pertanto necessario dare una svolta per la sopravvivenza per il futuro dell’ente
“Occorre che la politica controlli l’Ente ma non ne indirizzi le scelte gestionali che invece devono essere improntate esclusivamente all’interesse dell’ente, di chi beneficia dei servizi della fondazione (ospiti anziani, disabili, giovani della Scuola di Musica) e dei dipendenti.
“Va ripensato ad una gestione in cui i dipendenti, il vero motore di questo risanamento aziendale, abbiano voce in capitolo nell’individuazione dei membri del Cda
“Pertanto è corretto che gli stessi dipendenti possano indicare almeno 2 membri del Cda, lasciando al Consiglio comunale la scelta degli altri 3 membri.
“Questo è quello che chiedono i dipendenti che hanno acquisito la consapevolezza che un Cda di natura politica potrebbe essere devastante per le sorti dell’ente e pertanto mi hanno richiesto una nomina “mista”, dove alcuni siano nominati dai dipendenti stessi ad altri dalla parte politica.
“Occorre inoltre pensare ad individuare determinate qualifiche per poter essere nominati membri del Cda di una struttura così complessa: non è possibile pensare che si possano partecipare ad un Cda soggetti che non abbiano le conoscenze tecniche o l’esperienza di gestione di un siffatto Ente e ciò per evitare che si ricreino i presupposti di una condizione che ha portato al commissariamento.
“Occorre altresì pensare ad una forma mista di gestione dell’ente, che prevede un Cda ed al suo interno un amministratore delegato con funzioni e poteri operativi, in modo tale che il CDA detta le linee generali della gestione e l’Amministratore delegato gestisce l’operatività giornaliera.
“L’attuale sistema – sempre secondo l’avvocato Corrado Canafoglia – impedisce una reale conduzione dell’ente, posto che prima del commissariamento vi era un vero e proprio scollamento tra CDA e dipendenti ed i risultati negativi sono evidenti a tutti.
“Occorre pensare ad un vero ruolo di controllo del consiglio comunale sull’attività gestoria del Cda dell’ente prevedendo un organismo specifico, per esempio 2 membri della maggioranza consiliare e 2 membri della minoranza consiliare che periodicamente controllino e certifichino l’operato del Cda.
“La revisione dello statuto è pertanto necessaria per evitare che i risultati positivi ottenuti in questi anni di commissariamento vengano vanificati da un ritorno al passato e sarà mia cura sottoporla attenzione della Regione Marche e del Consiglio Comunale.
“È questa una rivoluzione epocale per le sorti della fondazione Città di Senigallia, che segue un po’ la falsariga della fondazione Opera Pia Mastai Ferretti ove la nomina di un consigliere di amministrazione per il Comune è legata ad un solo membro.
“Occorre che la politica faccia un passo indietro nella gestione dell’ente, ma controlli veramente ciò che un Cda svolge all’interno dello stesso.
“Una delle problematiche emerse durante l’attività di risanamento aziendale dell’ente è quella dell’assenza totale di controllo da parte del consiglio comunale verso il Cda della fondazione ed i risultati negativi sono sotto gli occhi di tutti.
“Pertanto il periodo che va da oggi sino a giugno del 2026, data di scadenza del mio mandato verrà impiegato per definire la parte finale della trattativa con autostrade, impostare la liquidazione degli immobili il cui prezzo verrà destinato ad Autostrade, mantenere il trend positivo nell’esercizio di bilancio annuale e creare i presupposti affinché una nuova modalità di gestione possa entrare in Fondazione permettendole un futuro”, ha concluso l’avvocato Corrado Canafoglia.
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