Attilio Casagrande: “L’ Amministrazione di una città, Don Abbondio e… la Pace”
di ATTILIO CASAGRANDE*
SENIGALLIA – E’ sicuramente compito di ogni amministrazione comunale il mantenimento del decoro della città, la gestione dei servizi sportivi e di quelli sociali, una buona gestione urbanistica, la manutenzione e recupero degli immobili di proprietà comunale del verde urbano ecc. ecc.
Non è lo scopo di queste mie riflessioni entrare nel merito delle varie questioni amministrative sovra elencate che, diciamo, sono di “ordinaria” amministrazione per chi governa una città ed all’ ordine del giorno del dibattito politico.
Ma ci sono altri aspetti che dovrebbero caratterizzare chi ha la responsabilità del governo di una città. Mi riferisco alla sensibilità politico culturale sui grandi temi del vivere civile, quali la pace, la non violenza, l’accoglienza, i diritti, i legami tra le persone, la difesa dei più deboli e di chi subisce soprusi. Una Amministrazione locale come è noto non ha responsabilità in politica estera ma quei valori di civiltà dovrebbero essere alla base di chi amministra la cosa pubblica e dovrebbe essere suo compito trasmetterli ai suoi cittadini, perché valori universali che tendono a tenere insieme una comunità a non dividerla, favorendo la crescita dei suoi cittadini soprattutto i giovani sensibilizzandoli a valori di tolleranza di rispetto e di non violenza.
Ebbene questa amministrazione comunale il primo atto che ha fatto il giorno dopo il suo insediamento è stato quello di togliere lo striscione che da anni si affacciava dal palazzo Comunale per chiedere “ Verità su Giulio Regeni, giovane studente universitario che come sappiamo è stato barbaramente ucciso dai servizi segreti egiziani; questo è stato il suo biglietto da visita; poi la non considerazione fino ad una vera e propria contrapposizione con l’ Anpi, come se questa fosse una associazione di sovversivi brigatisti e non la memoria storica di chi ha contribuito a liberare l’Italia dal nazi fascismo.
Dall’ inizio della invasione russa in Ucraina, si è costituita a Senigallia la Rete per la Pace, anche questa non un covo di pericolosi sovversivi ma un gruppo di persone di vario orientamento, laiche, cattoliche, scouts, i Sindacati, Associazioni, anche la presenza della Scuola di Pace Istituzione del Consiglio comunale Stesso. Questa Rete ha organizzato quasi settimanalmente Presidi in piazza per la pace, la cessazione delle ostilità e per la riduzione delle spese per gli armamenti, mai c’è stata la presenza di una bandiera o slogan di partiti politici, ma solo il bandierone con i colori della Pace; le presenze in piazza si sono intensificate dopo i tragici fatti della Striscia di Gaza, sempre con all’ordine dei giorno la Pace la necessità di iniziative diplomatiche al posto delle armi e la condanna di ogni violenza.
A questi incontri hanno partecipato anche illustri personalità esterne, quali storici filosofi, giornalisti di Avvenire, l’ attuale preside della facoltà di Economia della Università di Ancona, rappresentanti di Medici senza Frontiere, Il Vescovo di Senigallia, ebbene in tre anni di presenza settimanale a questi presidi non si è mai visto un rappresentante della Amministrazione comunale ( che se fosse stato presente avrebbe avuto molto da imparare), a dire il vero qualche volta si è intravisto, per caso, qualcuno della amministrazione comunale che in centro stava facendo shopping con la famiglia e che alla vista del Presidio è sgaiattolato con la coda tra le gambe accelerando il passo come se avesse visto una setta satanica in seduta spiritica.
Pensavo che avessimo toccato il fondo della insensibilità e della sordità invece no; ieri di fronte ad una mozione di alcuni consiglieri per il riconoscimento dello Stato di Palestina e la condanna del genocidio dopo quello che di terribile sta succedendo a Gaza nei confronti del popolo palestinese, con la discussione iniziata con i banchi della Giunta comunale deserti, il quadro è stato ancor più desolante, Sindaco ed Assessori in fuga consiglieri di maggioranza che di fatto hanno respinto la mozione senza probabilmente neppure averla letta rimandando tutto in Commissione con argomentazioni a dir poco sconcertanti.
“Il coraggio, uno, se non ce l’ha, mica se lo può dare”, diceva Don Abbondio di fronte al Cardinale Federico Borromeo, qui non è questione di coraggio, ma di dignità, e chi amministra questa Città sta dimostrando di non averla.
*Ex consigliere comunale – Senigallia
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