IN PRIMO PIANOPOLITICASENIGALLIA

Casagrande accusa Bello per la “presunta sacralità ed intoccabilità dell’Istituzione democraticamente eletta”

di ATTILIO CASAGRANDE*

SENIGALLIA – Ho letto con fatica ma anche con una punta di noia la lunga reprimenda che il Presidente Bello ha fatto a tutti coloro ( “i cattivi auditori” li chiama) che si sono pubblicamente espressi criticando il comportamento della maggioranza del Consiglio comunale in merito alla mozione per il riconoscimento dello Stato di Palestina non approvata e rinviata in Commissione.

In qualche maniera mi sento coinvolto anche io tra “ i cattivi ascoltatori” in quanto  tra coloro che, pur a titolo personale, si è espresso in merito, ma poi anche perché lo stesso Presidente Bello mi si è direttamente rivolto, bonariamente a dire il vero, il 4 agosto nella aula consiliare  durante la commemorazione dell’ ottantesimo anniversario della Liberazione della città ( a proposito erano presenti pochissimi consiglieri comunali e mi pare solo di minoranza) dicendomi che “anche io avevo attaccato il Consiglio e l’ Istituzione  comunale“.
Vorrei precisare che io non ho fatto nessun attacco al Consiglio comunale in quanto tale, se mai mi sono espresso negativamente nei confronti dei Consiglieri di maggioranza per le loro argomentazioni e per il loro comportamento dilatorio, anzi nel mio intervento scritto  l’ho presa da lontano dicendo che il primo atto , non del Consiglio comunale ma dell’ esecutivo che amministra la città, è  stato quello di togliere lo striscione per “ la verità per Giulio Regeni”, dimostrando superficialità ed insensibilità.

Io non ero presente in Consiglio comunale qual giorno ma l’ho seguito in parte in rete e ne ho letto i resoconti sulla stampa, se qualcuno ha urlato “ assassini” ai consiglieri comunali è solo uno sciocco, di assassini in questa vicenda ci sono solo i terroristi di Hamas ed il governo terrorista di Israele ed il suo esercito.
Che i Consiglieri di maggioranza abbiano mostrato un notevole e preoccupante livello di disinformazione ed impreparazione nei confronti della vicenda palestinese , questo penso si possa dire senza offendere nessuno.
Come si può dire, avendo praticato per un decennio il Consiglio comunale, che il rimandare il tutto in commissione è il solito gioco di buttare la palla in tribuna quando non si sa che pesci prendere, gioco che ogni maggioranza di qualsiasi colore politico ha sempre praticato in Consiglio comunale quando non si sa cosa dire e si è in difficoltà su un argomento. Ma poi qui non si trattava di approfondire delicati e complicati temi di carattere tecnico amministrativo come quelli che riguardano il bilancio comunale, l’urbanistica o altro, ma una semplice (si fa per dire!!) valutazione di coscienza su una situazione drammatica che un popolo alla fame sta subendo e che il riconoscimento della sua identità nazionale, così come fatto da tanti comuni d’Italia, in qualche maniera poteva dare un segno di come una comunità locale gli era vicino e lo sosteneva. Tutto qui senza particolari alambicchi politico istituzionali.

Vorrei infine aggiungere che questa presunta sacralità ed intoccabilità della Istituzione “democraticamente eletta” che Bello in più occasioni sottolinea rischia di essere ideologica e fuorviante verso il suo opposto; tutto e tutti in democrazia possono e debbono essere controllati e criticati (anche il/la Presidente del Consiglio dei Ministri) senza offendere ed aggredire sia chiaro. Non esiste l’oltraggio di lesa Maestà in Democrazia. La storia poi ci insegna che tante mostruosità sono state commesse con l’avvallo dei Parlamenti (più o meno) liberamente eletti, le leggi razziali in Italia, la stessa nascita delle dittature, le guerre, anche più recentemente il 24 luglio scorso la Knesset, il Parlamento israeliano democraticamente eletto, ha approvato la risoluzione per l’annessione della Cisgiordania ad Israele, tanto per rimanere in argomento e alla faccia dei “due popoli e due stati” da tanti a vanvera auspicato. Tant’è che il vecchio Sofocle con la sua Antigone quasi tremila anni fa ci ha insegnato che alle leggi del potere ci si può ribellare con la legge della propria coscienza e della propria morale.

Comunque, tornando alle nostre piccole cose cittadine, mi auguro che la palla buttata in tribuna torni a breve al centro del campo e che le due squadre giochino entrambe una partita leale e diano dignità al popolo palestinese ed anche alla nostra Città ed alla sua massima Istituzione.

*Ex consigliere comunale – Senigallia

 

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