Naturismo nelle Marche: Carrabs e Nobili (AVS) lanciano la sfida per una legge regionale
SENIGALLIA – Una conferenza partecipata e dai toni civili ma decisi ha acceso i riflettori sul tema del naturismo lungo la costa marchigiana, con particolare attenzione all’area della foce del Cesano, al confine tra le province di Pesaro e Ancona.
Promotori dell’iniziativa, Europa Verde Senigallia e Pesaro, insieme ad A.NI.TA – Associazione Naturista Italiana, rappresentata dall’avvocato Elena Discepoli e Federico Bianchi Guizzardi, con l’obiettivo di riportare il fenomeno all’interno della sua cornice originaria: uno stile di vita in armonia con la natura, fondato sul rispetto per sé stessi, per gli altri e per l’ambiente.
«Il naturismo non è una provocazione né una trasgressione – ha sottolineato Discepoli – ma una pratica diffusa in tutta Europa, con oltre 25 milioni di aderenti, che in Italia non trova ancora un quadro normativo chiaro».
Sulla stessa linea l’intervento di Bianchi Guizzardi, che ha denunciato le distorsioni di una certa comunicazione giornalistica: «Quando si associa la nudità alla sessualizzazione e al morbo, si contribuisce a rafforzare pregiudizi e vergogne. È compito della stampa educare e informare correttamente».
Il cuore della conferenza è stato l’impegno politico assunto da Gianluca Carrabs, candidato con Alleanza Verdi Sinistra per Urbino: «È tempo che la politica marchigiana si assuma la responsabilità di normare una pratica che esiste e che, se regolamentata, può trasformarsi in un’opportunità per il turismo e per la libertà individuale. Nel resto d’Europa esistono aree dedicate e riconosciute: perché da noi deve rimanere un tabù?».
Carrabs ha annunciato l’intenzione di proporre una legge regionale che individui aree idonee, inserite nei piani spiaggia comunali, affinché il naturismo possa essere praticato in sicurezza e legalità.
Accanto a lui, Andrea Nobili, candidato AVS nel collegio di Ancona, ha rimarcato l’urgenza di non perdere questa occasione: «Regioni come il Veneto hanno già legiferato da tempo. Le Marche hanno il dovere di colmare il vuoto normativo e valorizzare un turismo sostenibile che risponde a nuove sensibilità».
Un appello condiviso da tutti i presenti: trasformare una questione spesso relegata a pregiudizi e sessualizzazione in una concreta opportunità di crescita culturale, civile ed economica per l’intero territorio marchigiano.
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