Quando la poesia diventa musica, un evento speciale di Beatles Senigallia 2025
Interessante manifestazione alla Rocca Roveresca con la raccolta poetica “Valle San Martino – Una terra di mezzo 1977-2022” di Gene Guglielmi musicata da Stefano Spazzi
di VINCENZO PREDILETTO
SENIGALLIA – Si è svolto nella splendida Corte rinascimentale della Rocca Roveresca di Senigallia l’atteso evento “Quando la poesia diventa musica” coordinato dalla Direzione Rocca Roveresca e da Beatles Senigallia.
Paolo Molinelli, attivissimo presidente ed organizzatore della manifestazione BeatleSenigallia 2025, giunta alla 7^ edizione con crescente successo e gradimento, ha aperto l’evento dando il benvenuto al numeroso pubblico, tra cui in prima fila l’amico di Gene il giornalista Alvin Alborghetti (autore di Lecco Channel News) ed il musicista Beat Gilberto Ronchi ed invitando sul palco Massimo Bello, Presidente del Consiglio comunale per il saluto del Sindaco e della città agli ospiti ed ai presenti, nonché Anna Chiara Broggi a nome della Direttrice della Rocca Alessandra Pacheco lieta di aver ospitato nella Corte un gradito spettacolo poetico- musicale. Subito dopo ha presentato il poliedrico Gene Guglielmi, architetto, ex insegnante di arte nelle scuole medie, docente universitario, cantautore, poeta autore della recentissima raccolta poetica “Valle San Martino – Una terra di mezzo – 1977-2022 ed il cantautore e musicista anconetano Stefano Spazzi che per l’occasione ha musicato alcuni testi poetici di Gene.
L’artista, di origini alessandrine ma residente fin da giovane a Calolziocorte – Lorentino ( allora in provincia di Bergamo, poi nel 1995 passata alla provincia di Lecco), è bene ricordarlo, già pioniere del beat italiano nel 1966-67 con alcune canzoni di successo rimaste pietre miliari di quel periodo aureo seppur breve dell’epopea Beat, ha dato così avvio al recital narrando le origini e lo sviluppo del suo percorso artistico e poetico a partire dalla prima raccolta del 1977 “Poesie della risacca” e porgendo poi ai presenti la lettura di alcuni testi contenuti in quest’ultimo agile volume dall’accattivante copertina, corredato dalle pregevoli opere grafiche dell’artista lecchese Emanuele Iob, pubblicato nel novembre 2024 da Pietro Macchione Editore a Varese.
Abbiamo quindi ascoltato in silenzio e con la necessaria attenzione le poesie selezionate da Gene, tra cui Valle San Martino, Finestra, San Martino, La riva del fiume, Lorentino, Somasca, Solstizio d’estate, se non ricordiamo male; le tematiche privilegiate e ricorrenti, che hanno ispirato l’autore, intraviste subito nel nostro ascolto, sono l’osservazione degli elementi naturali del paesaggio della Val S. Martino, il susseguirsi dei mesi e delle stagioni, il fluire inesorabile del tempo, l’onda emotiva dei ricordi legati alle sue canzoni, ai luoghi prediletti ed alle sue molteplici attività artistiche in quel territorio dove ha trascorso gran parte della sua esistenza, turbata in questi anni oscuri e tormentati dalla riflessione amara sulla realtà contemporanea.
Ogni lettura di Gene di volta in volta è stata accompagnata dalle brillanti e congrue esecuzioni musicali e dalla voce del bravissimo Stefano Spazzi, il quale ha rielaborato musicalmente davvero in maniera gradevole e coinvolgente con la chitarra le delicate e profonde poesie pervase dai ricordi più intimi e sentiti di Gene.
Al termine del recital e dopo un interessante medley dei suoi successi canori (I capelli lunghi- E voi e voi e voi – Preghiera beat), Gene a sorpresa ha invitato sul palco il sottoscritto Vincenzo Prediletto, amico ed ex collega per più di 10 anni proprio nelle scuole medie di Calolziocorte e di Vercurago- Somasca (già dal 1987 trasferitosi a Senigallia, città d’adozione), il quale un paio di ore prima dell’incontro nella Corte assalito dal fluire dei ricordi di quegli anni irripetibili condivisi nella Valle San Martino e guidato da una provvidenziale ispirazione ha composto su un foglietto trovato in camera al momento un’apposita poesia dal titolo “ Omaggio a Gene e a Calolziocorte, perla verde della Val S. Martino” che ha declamato a Gene ed al pubblico in segno di reciproco amore per la cultura, l’amicizia, l’arte e la poesia.. Successivamente la seconda sorpresa, annunciata da Paolo Molinelli, è stata la performance di Paolo Fornaroli, il quale ha cantato Imagine di John Lennon e “Sogna” di Stefano Spazzi, la canzone composta per BeatleSenigallia, con l’accompagnamento dei presenti che hanno acceso le luci degli smartphone ed applaudito alla fine con gioia ed in allegria tutti i protagonisti del recital.
Paolo Molinelli, dopo aver ringraziato di cuore Gene Guglielmi e Stefano Spazzi per l’ottimo spettacolo proposto, Paolo Fornaroli per la performance in chiusura nonché Matteo Pirani per il service e l’assistenza tecnica, ha ricevuto in dono da Gene una copia della raccolta poetica, come pure l’amico Vincenzo Prediletto con dedica autografata .
Si è conclusa così una serata,, riteniamo, indimenticabile per i presenti all’insegna del magico connubio tra Poesia e Musica.











