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Roberto Paradisi: “Gli imprenditori balneari vanno tutelati, non imbrigliati”

di ROBERTO PARADISI*

SENIGALLIA – Nei giorni scorsi ho avuto l’occasione di incontrarmi con una numerosa rappresentanza di imprenditori balneari, giustamente preoccupati per il loro futuro legato alla direttiva Bolkestein e imbrigliati da lacci e limiti molto poco liberali che condizionano la loro attività.

Se a questo aggiungiamo una stagione altalenante con presenze turistiche “mordi e fuggi”, il quadro che emerge è quello di una categoria che, lungi dal pietire interventi assistenziali (chi lavora sulle spiagge è abituato a guadagnarsi da solo il sostentamento per le proprie famiglie) chiede libertà di impresa e tutela dei propri investimenti di una vita (e questo è impegno politico cha va assunto ad iniziare da una tutela effettiva degli investimenti in sede di bandi futuri).

Al netto del dibattito sulle ragioni della Bolkestein, su cui ovviamente nessun ruolo si gioca a livello territoriale, le due richieste messe sul tavolo dai balneari non solo sono sacrosante ma ispirate all’unica visione che, culturalmente, ha diritto di cittadinanza: quella liberale e quella legata alla libera iniziativa economica che non può conoscere, soprattutto nel mercato turistico, lacci e restrizioni (si pensi ad esempio al contingentamento delle serate conviviali di festa) che dovrebbero appartenere a sottoculture ormai desuete. Il mio impegno per i balneari, in tutti i tavoli (ad iniziare da quelli comunali e regionali) va da sempre in questa direzione. Perché l’offerta turistica non si tutela condizionando e limitando singole attività ma anzi mettendole tutte nelle condizioni di esprimere la propria potenzialità. Si chiama cultura liberale.

*Forza Italia Senigallia

 

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