Campanile: “Bagni pubblici ad uso privato nel porto di Senigallia”
di GENNARO CAMPANILE*
SENIGALLIA – Sono costati più di 300.000 euro i bagni pubblici realizzati pochi mesi fa, quel cubo sperduto nella banchina di Ponente, previsti dal “Piano del Porto” che l’assessora Campagnolo si è trovato e che ha iniziato a realizzare proprio dai gabinetti e non dagli altri volumi previsti. Un po’ come arredare il bagno di un nuovo appartamento senza che siano stati fatti i muri esterni di tamponamento e quelli divisori!
Tant’è, i senigalliesi ed i turisti avranno sicuramente apprezzato l’esistenza di servizi igienici in un luogo di passeggio. Ma sono stati sempre chiusi, forse no.
Al porto gira una voce talmente incredibile da poter essere verosimile. Le chiavi dei bagni sono state consegnate solo ad alcuni diportisti che così hanno avuto a disposizione bagni privati anche se sono stati pagati dalla collettività. Bagni che sono costati oltre 300.000 euro.
Il fatto sarebbe sicuramente incredibile e si alimenta da una considerazione: i bagni sono stati chiusi prima, durante e dopo l’estate (anche ora). Una follia dopo aver speso un sacco di soldi ed il collegamento per duecento metri degli scarichi scassando la strada portuale.
Una parola chiarificatrice sarebbe opportuna anche perché il Sindaco e l’Assessore ai lavori pubblici Regine, interpellati al question time del Consiglio Comunale di ieri pomeriggio, hanno fatto scena muta.
*Consigliere comunale Senigallia – Amo Senigallia
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