Attilio Casagrande e le feste di Natale a Senigallia: “Belli fuori, brutti dentro”
di ATTILIO CASAGRANDE*
SENIGALLIA – Non mi voglio inserire nel dibattito sulle luminarie natalizie che in queste settimane di festa irradiano il centro di Senigallia in ogni suo anfratto (in seguito dirò qualcosa), ma è sulla filosofia generale che guida l’Amministrazione comunale negli interventi sulla città di cui invece voglio parlare.
Ho l’impressione che si guardi più alla estetica (non voglio usare il temine “l’effimero” per non evocare vecchie diatribe) che non alla sostanza, un po’ come quegli anziani signori (non a caso cari alla Destra) che non arrendendosi all’invecchiamento si trapiantano i capelli e si gonfiano labbra e gote magari trascurando le cose più essenziali che riguardano il loro fisico e la loro psiche.
E’ da mesi che a Senigallia si asfaltano le strade, si abbelliscono le rotatorie si rifanno i marciapiedi, cose utili nessuno lo mette in dubbio, però le cose essenziali e strutturali rimangono ferme bloccate e trascurate. Non vorrei che i soldi del PNRR siano finiti tutti così.
Il pensiero mi è venuto giorni fa quando ho visto i lavori di pulizia e rifacimento dei marciapiedi davanti al ex Hotel Bagni e Hotel Eleonora ma con i due ruderi fatiscenti (il primo di proprietà pubblica) abbandonati a sé stessi, cosi come lo è, poco distante, l’edificio ex Palazzo del turismo retrostante il Bagni.
Si costruisce la utilissima rotatoria della curva della Penna su cui si affaccia però l’ex Politeama Rossini abbandonato e pericolante, stessa cosa per l’ex Palazzo Gherardi, per non parlare della parte monumentale del Cimitero delle Grazie, transennata da decenni (ma tanto i turisti ed i festaioli li non ci vanno).
Vogliamo riparlare della Piscina delle Saline chiusa da un anno per un contenzioso con il Gestore, la Società sportiva Saline, il cui maggior azionista è la UISP? Forse che il contenzioso più che una questione contrattuale e manutentiva non sia anche una questione ideologica con la Unione Italiana Sport Popolari (UISP), per togliere alla Sinistra oltre che la famigerata “egemonia culturale” anche quella sullo Sport? Ed intanto i senigalliesi sono costretti ad andare alla piscina di Chiaravalle, a quella di Fano o si ammassano nella decrepita piscina del Vivere verde. Questa della egemonia sportiva dopo quella culturale è una battuta, forse un mio brutto pensiero ma ascoltando alcuni padrini nazionali della Amministrazione comunale che governa la Città viene da pensarlo, ed a volte a pensar male…!
Certo è più facile asfaltare, strade rifare marciapiedi e rotatorie che non recuperare vecchi edifici o parti di città dovendo anche entrare in contenzioso con privati e banche ma è qui che si vede la progettualità e capacità di una Amministrazione pubblica.
L’unica deroga alla questione estetica è il progetto del Ponte Garibaldi il famoso brutto Ponte a brugola, ma qui più che una questione estetica si tratta veramente di una questione di cultura che questa Amministrazione sembra non avere rispetto alla storia ed alla tradizione di Senigallia.
Da ultimo le luminarie, al di là dei costi, sicuramente eccessivi, anche qui mi sembra più una impostazione festaiola Holywoodiana che punta all’effetto ed alla compulsione consumistica che una valorizzazione del Natale che a me hanno insegnato è ben altro che Angeli, carri, alberi, mega scritte al Neon che illuminano a giorno e addirittura neve finta che cade sul centro città, alla faccia dei cambiamenti climatici e della carenza d’acqua che imperversa sul pianeta per non parlare delle guerre che ci toccano anche da vicino.
Per cui “Belli fuori ma brutti dentro”. Speriamo che il 2026 ci porti, oltre che alla pace ed alla fine dei genocidi che è l’augurio più importante, anche ad una inversione di tendenza per la nostra città, che sia amministrata con maggiore sobrietà nel rispetto della sua tradizione e della sua autentica bellezza che può essere valorizzata anche con meno luminarie e senza neve finta.
*Ex Consigliere comunale
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