Luciano Montesi sull’alluvione: “Questa la mia verità, Canafoglia non ha raccontato tutto nel migliore dei modi”
di LUCIANO MONTESI
SENIGALLIA – Quando una notizia ti riguarda personalmente leggi come le varie testate l’hanno riportata. Ieri ho testimoniato a L’Aquila al processo per l’alluvione del 2014 e oggi leggo sulle varie testate di Senigallia (ho letto Corriere Adriatico, Vivere Senigallia, Senigallia Notizie e QuiSenigallia) gli articoli o meglio l’articolo sull’udienza.
Ho precisato articolo perché il contenuto dei vari pezzi è sostanzialmente lo stesso. Avendo partecipato come teste all’udienza mi corre l’obbligo purtroppo di alcune precisazioni. Ovviamente relative alla mia deposizione.
La prima: il testo degli articoli è molto simile tra le varie testate e quasi certamente è tratto da un comunicato stampa dell’avvocato Canafoglia (l’unica tra le tante parti presenti in aula che “chiosa” a fine articolo).
Diversamente da altre occasioni (vedi ad esempio l’udienza del 16 dicembre), gli articoli sono firmati dai giornalisti (ma non ne ho visti in aula) o sono senza firma e comunque non risultano firmati dall’avvocato. Sembra un dettaglio ma così non è. Gli articoli firmati dai giornalisti delle testate o non firmati danno alla notizia il senso di “informazione oggettiva” mentre quando sono firmati da altri autori rappresentano la posizione di una parte.
La seconda: leggo che io abbia “rivelato” dei fatti che in realtà sono contenuti in un esposto da me presentato nel gennaio del 2015. Quindi in cosa consiste la “rivelazione”?
Sì parla di “pressioni” che io ho definito ininfluenti in virtù dello stesso esposto depositato (questo non viene riportato). Il testo evidenzia la presenza di “alberi secchi in più punti” o parla, semplificando, di “ripulire il fiume” (una sorta di tabula rasa) mentre, come ho specificato, l’obiettivo dei lavori era quello di una manutenzione ordinaria con taglio selettivo della vegetazione. È cosa diversa. Enfasi su alcuni aspetti, silenzio su altri.
La terza: l’articolo (o l’avvocato) riporta la vicenda delle vasche di espansione di Brugnetto, in particolare sul contestato progetto originario. Nel 1999 ero consigliere comunale dei Verdi e, in accordo con il mio gruppo consiliare e l’Amministrazione comunale a guida Marcantoni (civica centro destra), chiedemmo che la Regione Marche trasferisse al comune di Senigallia la progettazione e fondi per realizzare le vasche di espansione. Cosa che avvenne. L’amministrazione Marcantoni ebbe breve vita e di quell’intento non se ne fece nulla.
La successiva amministrazione Angeloni rimandò tutta la pratica alla Regione Marche. Questo è quanto ho dichiarato in aula di tribunale. Ma è molto più facile scrivere solo che i Verdi erano contrari (la solita favoletta dei Verdi che sono contrari a tutto) e che è colpa loro se la vasca non si è fatta mentre finalmente, “grazie al governo Meloni, le vasche verranno realizzate!” L’avvocato Canafoglia è consigliere regionale di Fratelli d’Italia. Sento che non è giusto sovrapporre i vari ruoli.
Non so se così si rende più facile l’ottenimento di un indennizzo per gli alluvionati (glielo auguro), certo non si fa un buon servizio alla verità. Infine mi permetto di suggerire alle redazioni, quando si riportano notizie di rilievo, di verificare notizie e fonti e, nel caso in cui si pubblichino comunicati o testi redatti da soggetti parte in causa, di mantenere o citare la firma degli autori.
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