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Il Comitato Cittadino: “La legge regionale per aiutare i pazienti oncologici va applicata ovunque”

SENIGALLIA – Dal Comitato Cittadino di Senigallia riceviamo: “Le criticità dei Pronto Soccorso regionali sono sotto gli occhi di tutti. Il Direttore Generale dell’Ospedale di Senigallia sta portando avanti un “progetto sul Pronto Soccorso che prevede anche delle modalità di accesso per i pazienti più fragili”, categoria meritevole di attenzione che comprende certamente gli oncologici.

“Su questi ultimi, i più fragili tra i fragili, vogliamo fare una riflessione, prendendo atto della volontà dalla Direzione e contribuendo con una proposta. Il percorso che i malati oncologici incontrano al momento della diagnosi è molto accidentata.

“Dopo l’esame e alle volte la biopsia che accerta la patologia (tumore mammario) c’è la prassi ospedaliera. Lo specialista al momento della dimissione assegna una serie di controlli da fare e in tempi ben precisi. Da lì in poi la strada è tutta in salita, quasi non bastasse la patologia!

“Il malato si reca dal medico di famiglia per avere una o più ricette con  richieste di visite ed esami da prenotare al CUP in tempi utili dove però incontra enormi difficoltà e non certo per demerito degli operatori che con responsabilità, attenzione e umanità cercano di aiutare sempre il paziente.

“Il problema sono i posti che mette a disposizione il “software: non rispettano mai le esigenze del malato. Visite ed esami poche volte sono prenotabili sia nei tempi richiesti che nella struttura di cura.

“Molte volte il paziente viene dirottato anche fuori Provincia (viaggi fino a 100 km.) e allora deve scegliere tra  viaggi della speranza o liste d’attesa infinite o  controlli, ma a pagamento. Per questi ultimi c’è sempre posto!

“I pazienti oncologici  hanno visite di controllo scadenzate, precise e indicate dal protocollo sanitario che, se rispettate, sono fondamentali per combattere e vincere la malattia. Per cui se fosse lo stesso specialista a programmare il controllo successivo, visto che ha un accesso facilitato e come scritto nella legge regionale n.462/2019, tutto sarebbe più semplice.

Il malato non dovrebbe così più fare file interminabili al CUP, intasandolo e sentendosi dire a volte, cosa non rara, che non ci sono posti disponibili. Ad un malato oncologico che lotta per sopravvivere sentirsi dire che non c’è possibilità di fare un controllo non fa affatto piacere!

“Inoltre i medici di famiglia verrebbero sgravati da un lavoro burocratico non consono alla loro professione e avrebbero più tempo da dedicare ai pazienti, cosa che aiuterebbe a decongestionare il Pronto soccorso da codici verdi e bianchi e da ricoveri. Un cambio organizzativo molto importante per  tutti: cittadini, medici e Ospedale”.

 

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