Brignone e Morganti: “Improvvisazione e discrezionalità, ecco ciò che non va nelle nostre discoteche”
SENIGALLIA – Da Beatrice Brignone e Cesare Morganti riceviamo: “Non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire. Lungi da noi mettere in dubbio la sicurezza e l’organizzazione interna del Megà. Tuttavia, all’esterno era evidente a tutti i presenti, adulti e ragazzi, che qualcosa non avesse funzionato.
“Più che di una fila, si trattava di una vera e propria calca di giovani dai 14 anni in su, non gestita e lasciata senza adeguato controllo, davanti a un unico ingresso, in attesa già dalle 22.30.
“Non spetta a noi suggerire come trasformare una calca in una fila ordinata: sappiamo tutti cosa significhi attendere il proprio turno e lo facciamo spesso in molte occasioni.
“Ci permettiamo però di contestare il riferimento ai ragazzini dagli 11 ai 13 anni: appare come una forma di captatio benevolentiae, rivolta a un pubblico facilmente incline a scandalizzarsi, e sembra piuttosto un tentativo di distogliere l’attenzione dalla realtà dei fatti. In gergo, potremmo definirla una “scappatoia”, utile a sviare dalle responsabilità senza affrontarle apertamente.
“Sarebbe stato sufficiente uscire e comunicare in modo chiaro e trasparente chi potesse entrare e chi no. Invece, tutto è stato lasciato all’improvvisazione e alla discrezionalità di un addetto all’ingresso, che forniva indicazioni come: “I ragazzi sotto i 16 anni possono entrare a gruppi di cinque, accompagnati da un maggiorenne”.
“Peraltro, nella pubblicità della serata non era specificato che l’ingresso fosse consentito solo ai maggiori di 16 anni compiuti.
“È troppo semplice scaricare ogni responsabilità sulle famiglie e sui ragazzi. Qui non si tratta di dare lezioni di genitorialità. Respingiamo al mittente insinuazioni di irresponsabilità o moralismo: al contrario, siamo rimasti sul posto proprio per vigilare affinché tutto si svolgesse nel migliore dei modi.
“Questo, per noi, significa essere genitori responsabili. Siamo inoltre felici che i nostri figli abbiano il desiderio di divertirsi e di socializzare. Le occasioni per incontrarsi e dialogare di persona, lontano dal mondo virtuale dei social, sono ormai poche.
“La nostra è stata, ed è, una critica costruttiva, finalizzata a migliorare l’organizzazione di serate che rappresentano un momento importante di crescita e svago per i nostri ragazzi. Con stima e rispetto”.
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