Capitano di una vongolara condannato dopo la morte di un marinaio
ANCONA – Il giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Ancona, dottor Pallucchini, ha condannato ad otto mesi con la pena sospesa, il capitano di una vongolara per la morte di un marittimo a seguito del rovesciamento dell’imbarcazione.
Il fatto risale al giugno 2022 quando l’imbarcazione Emilia, con a bordo l’armatore, Lauro Mancini, ed il suo capitano iniziavano a pescare in una zona proibita in prossimità della raffineria Api di Falconara.
L’armatore si trovava nella plancia di comando e calava la rete da pesca quando con la manovra di issarla improvvisamente la rete si impigliava in un masso depositato nel fondo.
La barca improvvisamente sbandava e veniva sbalzato fuori nell’acqua il capitano mentre la barca si rovesciava.
L’armatore, che si trovava all’interno della plancia di comando, decedeva per annegamento.
Il pubblico ministero ha chiesto 18 mesi di reclusione sostenendo la totale responsabilità penale in capo al capitano dell’imbarcazione, residente a Senigallia, ritenendo che avrebbe dovuto impedire in primo luogo di far navigare l’imbarcazione in una zona proibita ed in secondo luogo di consentire la pesca.
L’imputato ha scelto il giudizio abbreviato ed il giudice accogliendo la tesi del difensore dell’imputato, l’avvocato Corrado Canafoglia, ha riconosciuto la corresponsabilità della stessa vittima nella causa della morte.
Infatti, con indagini difensive svolte dal legale, è emerso che la manovra di issare la rete ed il successivo sbandamento dell’imbarcazione sono fasi che si sono susseguite in modo repentino e, comunque, al comando dell’imbarcazione vi era proprio la vittima, proprietaria della stessa.
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