IN PRIMO PIANOPOLITICASENIGALLIA

Attilio Casagrande: “Girarsi o non girarsi. E’ questo il problema?”

Di ATTILIO CASAGRANDE*

SENIGALLIA – Ha ragione Fazio Fabini candidato di AVS- Cambia Senigallia alle prossime elezioni comunali quando dice che  “negli anni 70 il 25 Aprile non era divisivo, eravamo tutti antifascisti”. Le Istituzioni tutte  lo erano, anche per i più piccoli comuni periferici della Penisola  il 25 Aprile era ”la Fasta nazionale di tutti”, a parte per una sparuta marginale minoranza di nostalgici che però la Repubblica democratica nata dalla Resistenza aveva saputo accogliere ed educare alla democrazia.
Ora non è più cosi, quella piccola minoranza è stata educata, non è diventata antifascista,  ma è divenuta (pseudo) maggioranza (rispetto alla minoranza che va a votare) e questo perché si è persa gran parte della memoria storica, tutto è diventato fluido ed indistinto, tutti “i gatti sono diventati neri o grigi” fino al punto che il Parlamento europeo ha equiparato il Nazifascismo al Comunismo, si son persi gran parte dei legami famigliari rispetto alla storia di questo Paese.

Fin da bambino mio padre che non faceva politica e quasi mai parlava di politica mi portava il 25 Aprile in piazza Roma e rimaneva lì commosso tenendomi per mano fino alla fine della manifestazione. Credo di aver ascoltato tutti i Sindaci di Senigallia dalla fine degli anni 50 fino a sabato scorso.
Quando fui più grande mi spiegò il perché; suo padre Umberto socialista storico imprigionato spesso “preventivamente” nelle carceri regie già nei primi anni del 900 (la storia che ritorna, i decreti sicurezza non li ha inventati il Governo Meloni) nel 1926 quando a Bologna ci fu l’attentato a Benito Mussolini da parte del giovane Anteo Zamboni, l’antifascista Umberto Casagrande ben conosciuto dai gerarchi locali, fu prelevato nella sua casa a Senigallia e picchiato per ritorsione anche se nulla c’entrava con l’attentato a Mussolini e buttato assieme ad altri antifascisti senigalliesi nel fiume Misa. E questo avvenne, per ritorsione e vendetta in molte città d’Italia, a quei tempi i decreti sicurezza funzionavano così. Ancora ricordo il racconto di mio padre e di mia nonna la moglie di Umberto che assieme ad altre donne andarono il mattino tra la nebbia a recuperare i loro uomini tra cui mio nonno malmenati, doloranti e sanguinanti.
Credo di non aver saltato mai un 25 Aprile in Piazza Roma, anche per rispetto di mio padre e soprattutto di mio nonno. C’ero anche sabato scorso, ho apprezzato ed ho applaudito il bellissimo intervento di Mabel Morri la Presidente dell’Anpi di Senigallia,  non mi sono girato quando ha parlato il Sindaco Olivetti, forse per un antico riflesso di rispetto delle istituzioni democraticamente elette, ma non mi sento né di giudicare, né di rimproverare le persone che lo hanno fatto.
Il Sindaco è stato molto scorretto con l’Anpi, non solo nelle ultime settimane con la vicenda Harly Davidson per  aver costretto l’Anpi all’ultimo momento a festeggiare il 25  aprile in una  piazzetta che, e questo è un segno molto incoraggiante, è stata stracolma dalle 16 fino a tarda sera, ma perché le scorrettezze e le sottovalutazioni nei confronti dell’Anpi sono iniziate fin dall’insediamento di questa Amministrazione comunale, ne sa qualcosa il precedente Presidente Leonardo Giacomini.

Per l’Amministrazione Olivetti è chiaro che l’antifascismo e l’Anpi che lo rappresenta a Senigallia sono percepite come un fatto burocratico una pratica come tante se non un fastidio da dover gestire.
Per questo chi si è voluto girare quando il Sindaco parlava l’ha fatto liberamente, con diverse ragioni e senza offendere di lesa maestà. Io ho preferito ascoltare in silenzio e non applaudire, “girerò” sicuramente le spalle al Sindaco Olivetti il 24 e 25 maggio spero con la maggioranza dei senigalliesi, con la speranza che Senigallia torni ad essere antifascista e pacifista.

*Già Consigliere comunale – Senigallia

 

 

QS – RIPRODUZIONE RISERVATA - www.quisenigallia.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *