Angelo Secondini in mostra a Senigallia con “Leggere strategie oblique”
SENIGALLIA – Venerdì 8 maggio alle ore 18, il Mastai Hotel di Senigallia apre le porte alla mostra “Leggere strategie oblique”, opere di Angelo Secondini. Un’inaugurazione che è già, nel suo stesso titolo, una dichiarazione di metodo e di poetica.
Secondini è un artista che non prende mai la via più diretta. Preferisce l’angolatura obliqua, lo sguardo laterale, quella traiettoria inaspettata che coglie il reale di sorpresa e ne rivela le crepe nascoste. I suoi paesaggi sono quelli familiari della costa adriatica — il mare, le colline — eppure in essi abita un mondo inventato, un universo parallelo che l’artista costruisce mattone dopo mattone come un vero e proprio muratore psichico: prendendo da ogni dove materia, linguaggi, forme, e mescolando tutto in modo imperfetto, dialettico, precario. Non per incapacità, ma per scelta consapevole. Perché le cose così come sono, ci dice Secondini, non vanno.
Il suo lavoro è una sorta di archeologia interiore: rispolverare dalle cantine del retaggio culturale collettivo i linguaggi e le forme antiche, verificare se il contemporaneo possa ancora contenere un senso, una prospettiva, un comune sentire al di là delle differenze necessarie. Filma, compone, fotografa cercando quella che Secondini stesso definisce “l’evidente perfetta imperfezione” — l’unica dimensione autentica da cui sia ancora possibile guardarsi negli occhi e riconoscersi.
La denuncia che attraversa le opere non è mai gridata. È silenziosa, sottile, tanto più efficace quanto più si insinua tra i piani della composizione. Secondini punta il dito contro i vizi profondi di un’epoca che ha perso il filo: la sacralità esibita, l’ego atomizzato, l’onnipotenza impotente, il distacco dalla materia, dalla carne, dal sudore. E mentre molti parlano di nuova era, lui vede altro — vede la patetica fine del vecchio mondo, segnata da guerre, crisi economiche, devastazioni ambientali, da un Nuovo Disordine Mondiale in cui la parola d’ordine è diventata semplicemente sopravvivere.
Eppure la sua non è un’arte della rassegnazione. Al contrario. Scarnificando le forme ed eliminando le sovrastrutture, Secondini spinge ciò che resta verso una dimensione fantastica dove tutto è ancora possibile. Perché l’aspetto davvero tragico del presente — quello che lo pesa più di ogni altra cosa — non è il caos in sé, ma il fatto che nessuno abbia più il coraggio di immaginare un futuro diverso. Nemmeno un’idea, nemmeno un sogno abbozzato. Ed è esattamente qui, in questo vuoto, che le sue opere prendono posto. Con la convinzione silenziosa e ostinata che quel vuoto si stia riempiendo.
La mostra è visitabile presso il Mastai Hotel di Senigallia nei giorni successivi all’inaugurazione, 24 ore su 24, grazie agli spazi dell’hotel che ne garantiscono l’accessibilità continua a ospiti e visitatori.


