Senigallia capitale di pensiero: EDRA Costruzioni riflette sull’intelligenza artificiale partendo da un romanzo
La cooperativa che ha costruito l’ecosistema proprietario EDRA 5.0 sceglie la letteratura per interrogare il futuro del lavoro. Sul lungomare, con Livio Gambacorta e il prof. Frontoni, una serata che proietta la città nel dibattito che conta
SENIGALLIA – C’è un modo provinciale di guardare al futuro, e un modo ambizioso. Senigallia, almeno per una sera, ha scelto il secondo. Sul lungomare cittadino, al People accanto alla Rotonda a Mare, EDRA Costruzioni ha promosso la presentazione del romanzo La coscienza di Ottavio. L’evoluzione dei robot dell’ingegnere e scrittore Livio Gambacorta (Iacobelli editore), trasformando un appuntamento letterario in un vero e proprio osservatorio sul tema che oggi divide imprese, governi e università di tutto il mondo: l’intelligenza artificiale e i suoi effetti sul lavoro.
La scelta di EDRA Costruzioni non è casuale, ed è anzi rivelatrice di una visione. La cooperativa senigalliese, attiva da oltre cinquant’anni, ha fatto della trasformazione digitale una leva strategica, dotandosi di EDRA 5.0: un ecosistema tecnologico proprietario e interamente italiano, sviluppato internamente dalla propria Business Innovation Unit. Non un software acquistato sul mercato, ma una piattaforma nata dal cantiere e per il cantiere, pensata per coniugare efficienza, qualità e sicurezza del lavoro. Un modello che ha già varcato i confini regionali, intercettando l’interesse del mondo cooperativo nazionale e ponendo Senigallia sulla mappa dell’innovazione edilizia.
In questo quadro, affidare a un romanzo – e non a un convegno tecnico – il compito di discutere di AI è una mossa tutt’altro che ingenua. È la traduzione narrativa di una convinzione precisa: la tecnologia, da sola, è un investimento sterile se non è accompagnata da un autentico cambiamento culturale. Per questo EDRA ha aperto la riflessione alla città intera, anziché chiuderla nelle stanze della dirigenza.
A dare autorevolezza all’incontro è stata la presenza del professor Emanuele Frontoni, docente all’Università di Macerata, co-direttore del VRAI – Vision Robotics & Artificial Intelligence Lab e tra i nomi italiani che contano nel campo dell’intelligenza artificiale, oltre che autore della prefazione del libro. Con lui, la finzione del romanzo si è fatta interrogativo concreto: fino a che punto possiamo affidarci alle macchine, e a quale prezzo. Domande affrontate con il peso specifico di chi, come l’autore Livio Gambacorta — professionalmente attivo nello studio ACALE di Ancona —, conosce perfettamente il mondo dell’ingegneria per una lunga e qualificata carriera sul territorio raccontando la tecnologia con creatività e passione.
Il protagonista del libro, Ottavio, è un sistema intelligente che apprende da sé, evolve e – forse – comincia a percepire la propria esistenza. Una metafora potente del nostro tempo, che EDRA Costruzioni ha scelto non di esorcizzare ma di mettere al centro del dibattito pubblico, con un coraggio che a molte imprese, ancora oggi, manca. A rendere ancora più suggestiva la serata, la scoperta che lo stesso Frontoni è, sotto pseudonimo, un personaggio del romanzo: la realtà che si specchia nella finzione, e viceversa.
«Abbiamo voluto un romanzo, e non l’ennesima presentazione tecnica, perché l’innovazione autentica nasce prima nella mente delle persone che nei software. EDRA Costruzioni vive la consapevolezza che nessun ecosistema digitale — nemmeno il nostro EDRA 5.0 — produce valore se non è guidato da una cultura e da un’etica. Interrogarsi sulla coscienza, quella di Ottavio nel romanzo e la nostra come cooperativa, significa ricordare che la tecnologia deve restare al servizio della persona, e mai il contrario», ha dichiarato Gabriele Gentili, presidente del Consiglio di Amministrazione di EDRA Costruzioni.
Il messaggio che da Senigallia si è levato è, in fondo, di respiro europeo: il capitale umano resta il vero motore di ogni trasformazione, e l’intelligenza – artificiale o meno – ha valore soltanto se rimane al servizio della persona.
Una lezione che una cooperativa ha avuto l’ambizione di impartire dal proprio lungomare, dimostrando che si può essere radicati in un territorio e, insieme, guardare lontano.
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