CRONACAIN PRIMO PIANOMARCHE

A Montecarotto rinasce il Parco del Trabocco: natura, storia e l’antico sentiero dell’impietrata / FOTO

Di GIUSEPPE CHIUCCHIU’

MONTECAROTTO – C’è un forte senso di rinascita e di appartenenza territoriale dietro la giornata di domenica 7 giugno.

La comunità di Montecarotto si è riappropriata di uno dei suoi spazi più preziosi: il Parco del Trabocco, restituito alla cittadinanza dopo un lungo e atteso intervento di recupero, restauro e messa in sicurezza dell’intera area. Il parco riapre dopo la chiusura imposta dall’alluvione del settembre 2022, che in tutta la regione costò la vita a tredici persone e lasciò ferite ancora aperte sul territorio. L’inaugurazione di domenica — che ha visto la collaborazione dell’Amministrazione Comunale, dei comuni limitrofi, del CIS, della Protezione Civile, della Pro Loco Montecarotto APS, dell’Associazione Oltreconfine e dei volontari «Straboccati» — non è soltanto un punto d’arrivo, ma l’inizio di una nuova stagione di cura e responsabilità verso un patrimonio che appartiene a tutti. Insieme all’area verde, sono stati presentati i tracciati della rinnovata rete sentieristica.

Situato tra i territori di Montecarotto e Poggio San Marcello, il Parco del Trabocco è inserito dalla Regione Marche dal 2014 nell’elenco delle Aree Floristiche Protette — identificato come area n. 26. I sei percorsi, classificati come escursionistici, sono interamente completati e segnalati: presentano in alcuni tratti le tipiche irregolarità del terreno collinare, superabili con attenzione e scarpe adeguate. Una cartina dettagliata è consultabile nella bacheca installata a fianco del mulino, sulla pagina Facebook «Il Sentiero del Trabocco» e sul portale turistico Visit Montecarotto. All’interno dell’area protetta si nasconde una rarità botanica: il Dracunculus vulgaris, specie vegetale di difficile avvistamento.

Per gli escursionisti è una sfida in più — riuscire a fotografarlo lungo i sentieri, senza toccarlo né danneggiarlo. La rete sentieristica si snoda attorno al legame con il passato produttivo della vallata. Si va dalla stradina pianeggiante che dal parcheggio conduce al Vecchio Mulino — Sentiero 1 — fino ad anelli più ampi come il «Giro della Cascata» — Sentiero 2 — o il sentiero del «Bacucco» — Sentiero 6 —, che attraversa fossati e uliveti lambendo il territorio di Poggio San Marcello. Spicca il recupero dell’«Impietrata» — Sentiero 5 —, l’antico tracciato in pietra che gli abitanti del paese percorrevano per scendere amacinare il grano al mulino. Una discesa ripida e suggestiva, oggi nuovamente percorribile in sicurezza, che insieme ai sentieri «Selvettine» e «Attraversamento Paese» chiude un grande anello escursionistico tra il centro urbano e la vallata.

Il nodo della prevenzione idrogeologica Dietro la bellezza ritrovata del parco resta aperta la questione della sicurezza a monte. In passato i residenti avevano richiesto una corretta canalizzazione delle acque meteoriche che scendono dalle strade comunali riversandosi nel parco — istanza respinta all’epoca per mancanza di fondi. I lavori di questa tornata hanno cercato di dare una risposta più ampia: oltre al mulino, sono stati rifatti i ponti, sistemata la strada di Sant’Antonio e realizzate le prime opere di conduzione delle acque. Restano però criticità nel letto del fiume, dove la presenza di alberi di grandi dimensioni richiederà monitoraggi costanti.

Oggi, dopo 1.300.386 euro di fondi pubblici investiti sull’area, quell’istanza dei cittadini torna con più forza. Realizzare una corretta regimentazione dello scolo delle acque costerebbe una frazione minima rispetto a quanto già speso. Sarebbe il completamento logico di un intervento che, senza questo passaggio, rischia di restare esposto alla prossima piena.

Il Comune ha ora i mezzi, i contatti istituzionali e la visibilità per farlo. Manca solo la decisione. Gestione, orari e accessibilità Sul fronte della fruibilità quotidiana, dopo l’inaugurazione emergono risposte concrete su tre punti che molti cittadini si stavano ponendo. Sul fronte dell’accessibilità, il recupero della scalinata d’accesso ha migliorato il transito per anziani e persone con mobilità parzialmente ridotta. Per la conformazione naturalistica dell’area, non è stato invece possibile prevedere un accesso pieno per le disabilità gravi.

L’Ecomuseo nel Vecchio Mulino non avrà orari fissi: lo spazio sarà fruibile su richiesta, in occasione di eventi, iniziative locali e attività didattiche come i centri estivi. La manutenzione ordinaria dei sei sentieri è regolata da una convenzione tra il Comune e il circolo locale di Legambiente, e poggerà sulla sinergia tra i volontari di Legambiente e il gruppo degli «Straboccati».

Al Comune resterà la manutenzione straordinaria delle strutture e della strada principale. È un modello che racconta due cose insieme: la straordinaria forza del tessuto associativo locale, e la fragilità cronica dei bilanci dei piccoli comuni, sempre più dipendenti dal volontariato per garantire la sopravvivenza dei propri patrimoni. Non è la prima volta che il Trabocco affida la propria continuità alle braccia dei cittadini.

Che sia anche l’ultima, dipenderà da quanto le istituzioni sapranno affiancarli nel tempo. Il Parco del Trabocco ha ricominciato a camminare. Starà alla comunità — e alle istituzioni — aiutarlo a correre.

QS – RIPRODUZIONE RISERVATA - www.quisenigallia.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *