EVENTIIN PRIMO PIANOSENIGALLIA

Sabato a Senigallia un convegno sugli 800 anni dalla morte di San Francesco

SENIGALLIA – Sabato 20 giugno alle ore 21, la Sala Consiliare “G. Orciari” del Palazzo Municipale di Senigallia, non sarà teatro di una fase politica senigalliese, ma ospiterà il Convegno Internazionale “Francesco, l’uomo che attraversò il Mediterraneo per incontrare l’altro” organizzato dall’Associazione “Angelica Catalani” di Senigallia tramite il Centro Alti Studi Mediterraneo-Balcanici, realtà sorta all’interno di detta associazione grazie all’impegno del Prof. Nicola Maria Camerlengo con la cooperazione di eminenti studiosi provenienti dall’area interessata, che hanno individuato la città di Senigallia come centro strategico con un ruolo da protagonista nella ricerca storica e fonte produttiva di studi e scambi culturali dell’intero Mediterraneo.

Tale convegno, come già affermato in un precedente articolo, non sarà una celebrazione rituale, ma un’occasione per interrogare il presente attraverso la luce di una figura che continua a parlare con soprendente attualità. Francesco ci invita a ripensare il Mediterraneo non come frontiera, ma come spazio comune; non come linea di separazione, ma come luogo di relazione.

E ci invita a riconoscere che l’identità italiana, lungi dall’essere chiusa o monolitica, è nata proprio dall’incontro, dallo scambio, dalla pluralità. L’augurio che il Prof. Camerlengo rivolge non solo alla classe politica locale, ma anche a tutti gli operatori socio culturali del territorio, che Senigallia, con la sua storia e la sua vocazione, continui ad essere un punto di riferimento per chi crede in un Mediterraneo di pace, di dialogo e di reciproca conoscenza. Ed è in quest’ottica che i relatori del Convegno sono di diversa estrazione culturale e sociale; uno di essi è il Prof. Mustafa Alici, docente di Storia delle Religioni all’Università di Erzincan (Turchia), eminente studioso e saggista, molto conosciuto nell’area MediterraneoBalcanica.

L’abbiamo incontrato e gli abbiamo posto alcune domande: Professore, come è vista la figura di San Francesco nell’Islam? San Francesco è un mistico. Per l’Islam, Sufismo e Misticismo Islamico l’amore di Dio è visto come conoscenza essenziale per la religione, quindi San Francesco è visto come: la persona che cerca il “Mahabbatullah” (l’amore di Dio), colui che è per la pace e non la guerra o la violenza, l’uomo che ha tentato di terminare le battaglie e gli incontri sanguinolenti, la persona positiva verso gli altri esseri viventi, il modello per le relazioni Musulmano – Cristiane, colui che dimostra che la teologia è dura ma la via mistica è pacifica e adatta ad entrare in contatto con l’Islam. Possiamo usare i suoi concetti di umanità, creature, “Agape”, pluralismo e visione del mondo. San Francesco insegna che, tra i cristiani, ci sono esseri che vedono gli altri come uomini alla pari. Ci dimostra che i mistici delle religioni hanno una relazione più viva e reale col mondo rispetto ai teologi, e le sue idee possono aiutare a creare un mondo migliore.

San Francesco ha fondato l’ordine dei Frati Minori: esiste qualcosa di simile nell’Islam? Nel mondo musulmano, soprattutto in Anatolia, abbiamo alcuni mistici turchi come Mawlana Jalaladdin er-Rumi o Yunus Emre che sono molti simili all’esempio portato avanti da San Francesco. Rumi ha idee molto profonde sull’amore di Dio: egli vede l’ultimo giorno della sua vita come un essere che si ricongiunge alla persona amata o come la prima notte di nozze tra marito e moglie. Rumi ha la stessa nozione di pace (sia interna che esterna) di San Francesco.

Il santo considera le creature come sue sorelle o fratelli; proprio come lui, il poeta mistico Yunus Emre vede i fiori, gli animali e le altre creature come una sola famiglia creata da Dio. San Francesco si avvicina di più al cuore della religione islamica rispetto ad altri teologi cristiani. Anche Naqshiband, mistico proveniente dall’Asia Centrale, ha le stesse idee di amore divino, predicare pacificamente e comportamenti umanistici. Esistono dei percorsi di studio su San Francesco in Turchia? Si insegna su San Francesco nelle accademie turche e nei Dipartimenti di Storia delle Religioni. Storici turchi hanno scritto vari articoli, libri e capitoli sul santo.

Io [Alici] sono uno tra i sei accademici che ha scritto delle sue idee in lingua turca. Abbiamo anche tesi di specialistica e di dottorato compilate sul santo e sui Francescani. Ad Istanbul, i frati di San Francesco hanno buonirapporti con gli studenti turchi ed invitano gli accademici a visitare le loro chiese e monasteri. San Francesco è una delle figure cattoliche più conosciuta in Turchia, ancora di più anche di San Tommaso d’Aquino. Pertanto San Francesco desta molto interesse tra gli studiosi turchi Certo, per gli studiosi turchi, la figura di San Francesco non è considerata soltanto come quella di un autentico e coraggioso missionario cristiano, ma anche come quella di un mistico plasmato da un ascetismo radicale, dalla povertà mendicante e da un intenso desiderio di autenticità spirituale. La sua visione del mondo riflette tuttavia una forma di mistica cristiana che pone l’accento sull’imitazione di Cristo, sull’umiltà e sulla conoscenza esperienziale di Dio.

 

QS – RIPRODUZIONE RISERVATA - www.quisenigallia.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *