Francoletti: “Le Maestre di Senigallia rappresentano un patrimonio culturale e civile che in molti meritano di conoscere”
Di LORIS FRANCOLETTI
SENIGALLIA – Ieri, 17 giugno, ho assistito a Mondolfo alla presentazione di un libro di Lucia Tancredi. Durante la serata l’autrice ha accennato brevemente alla vicenda delle “Maestre di Senigallia”, una storia che avevo già sentito in passato e che mi ha spinto di nuovo a cercare informazioni su internet.
Mentre leggevo da vari siti internet la storia di queste Maestre di Senigallia, mi sono reso conto che a Senigallia abbiamo una pagina di storia nazionale davvero unica, un motivo di orgoglio cittadino che meriterebbe di essere molto più conosciuto. Nessun’altra città italiana può infatti vantare una storia simile.
Le protagoniste sono dieci maestre elementari, nove delle quali insegnavano a Senigallia e una a Montemarciano. Sono passate alla storia per essere state le prime donne in Italia a ottenere l’iscrizione alle liste elettorali e, di conseguenza, il diritto di voto, seppur per un periodo molto breve di solo 10 mesi.
Si tratta di una bella storia avvincente, anche se poco si sa di loro. Una storia che potrebbe piacere a chi ama leggere di diritto, o storia del diritto.
Nel 1906, infatti, queste dieci donne riuscirono a ottenere l’iscrizione alle liste elettorali di Senigallia. Erano donne diverse tra loro: alcune sposate, altre nubili; alcune provenienti da famiglie più agiate, altre da contesti più modesti. Avevano età comprese tra i venti e i cinquant’anni, ma erano accomunate dalla convinzione che anche le donne dovessero poter partecipare alla vita democratica del Paese.
A ispirarle fu Maria Montessori (nella foto), allora impegnata nella battaglia per il suffragio femminile. La celebre pedagogista, un altro grande personaggio marchigiano, aveva più volte invitato le donne a chiedere l’iscrizione alle liste elettorali. Le dieci maestre di Senigallia raccolsero quell’appello e presentarono la loro domanda.
Il 28 maggio 1906 la Commissione Provinciale di Ancona accolse la richiesta, riconoscendo loro il diritto all’iscrizione nelle liste elettorali. La decisione ebbe però vita breve: il Procuratore del Re presentò immediatamente ricorso e, nel 1907, la Corte di Cassazione annullò il provvedimento, stabilendo che le donne non potessero votare in assenza di una legge che lo prevedesse esplicitamente.
Quella conquista durò dunque soltanto 10 mesi. E così a tutte le donne Italiane toccò poi aspettare le prime elezioni amministrative postbelliche, e già per vedere riconosciuto il diritto di voto alle donne italiane si dovette attendere il 1946, con le prime elezioni amministrative del dopoguerra e, soprattutto, con lo storico referendum del 2 giugno.
A mio avviso qui si tratta di una storia molto rilevante a livello nazionale, ed unica, di cui la nostra città si può giustamente vantare, ed anche ai nostri giorni io la trovo una storia avvincente e che per la sua forza narrativa, potrebbe ispirare un libro, un film.
È una storia di diritti negati e di coraggio civile, di partecipazione e di cittadinanza attiva. Una storia forse anche un pò buffa di queste maestrine che mi immagino testarde, cocciute che ci provano e per un momento ci riescono a cambiare la storia e poi niente gli tolgono questo diritto al voto, si tratta per me di una storia che dovrebbe essere raccontata nelle scuole, spesso, soprattutto le giovani generazioni, non ci rendiamo conto di come sono state lente alcune conquiste che ora diamo per scontate.
Per questo vorrei lanciare un appello al Comune di Senigallia, al Sindaco, all’Assessore alla Cultura e a tutta l’amministrazione comunale affinché si facciano promotori di una qualche iniziativa capace di valorizzare e celebrare adeguatamente questa importante pagina della nostra storia cittadina. Si potrebbe pensare ad un evento, una conferenza sui diritti delle donne, intitolare una piazza, una via, una libreria, creare un concorso per scrittrici femminili intitolato alle maestre di Senigallia, seminari di diritto etc etc, Per me si tratta di un’occasione da non perdere.
Le “Maestre di Senigallia” rappresentano un patrimonio culturale e civile che appartiene alla nostra città ma che in molti meritano di conoscere.
Ecco i loro nomi che meritano di essere ricordati: Adele Capobianchi, Carolina Bacchi, Dina Tosoni, Emilia Simoncioni, Enrica Tesei, Giulia Berna, Giuseppina Berbecci, Iginia Matteucci, Luigia Mandolini e Palmira Bagaioli.
QS – RIPRODUZIONE RISERVATA - www.quisenigallia.it
