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Un convegno su Francesco di Assisi, l’uomo che attraversò il Mediterraneo

SENIGALLIA – Nella Sala consiliare del Comune, ha avuto luogo il Convegno Internazionale “Francesco, l’uomo che attraversò il Mediterraneo per incontrare l’altro” promosso dal Centro Alti Studi Mediterraneo-Balcanici dell’Associazione “A. Catalani”, con i patrocini del Comitato Nazionale Centenario Francescano e del Comune di Senigallia.

Quanto è emerso dalle relazioni degli esperti presenti al Convegno, secondo più giudizi e riflessioni, si evidenzia nell’individuazione di due caratteri pressoché fondamentali visibili nella figura del Santo di Assisi e precisamente un primo verificabile nell’elemento umano, laico, proprio di colui che tende promuovere una vita contemplata all’interno di un contesto ricco di principi già indicati, ad esempio, in quello sia del Vecchio che del Nuovo Testamento; l’altro, chiaramente spirituale, religioso riscontrabile nell’amore verso la natura, gli animali, soprattutto gli esseri umani dichiarati tutti fratelli al punto di chiamare la fine della vita corporale, quale sorella morte credendo, in ogni caso, nella resurrezione dalla stessa che ci riscatterà nella vita eterna, superando ciò che di caduco ha caratterizzato la nostra esistenza terrena.

Ecco perché il pragmatismo di Francesco risulta ancora oggi attuale: in un momento storico, quale quello del momento in cui siamo circondati da guerre, conquiste e sconfitte continue, politiche ed economiche, giudicheremo il viaggio di Francesco, che dall’Italia va verso la Terra Santa, presso il Sultano, contemplato nella buona volontà di promuovere e diffondere la pace, soprattutto il dialogo, fra popoli di diverse culture.

L’accettazione dell’uno verso l’altro è da considerarsi fondamentale. E’ nell’ascolto delle miserie umane che in Italia, ad esempio, come sottolineato dall’avvocato Canafoglia nel suo intervento (riportando i saluti anche del Parlamentare europeo On. Ciccioli, impegnato a Parigi in una Commissione Europea a colloquio con la delegazione internazionale degli esuli iraniani), che la nostra legislatura rifugge la pena di morte pur prevedendo e pretendendo un atteggiamento di giustizia nei confronti di chi agisce nell’errore e chi, magari di seguito, ne subisce il danno.

Tra le varie proposte, interessantissima è stata quella del professor Davide Rondoni, in cui sottolinea che i Santi, Francesco in primis, con la loro pienezza d’animo, svelano la stoffa umana della vita di tutti, rafforzando nella riflessione, come l’uomo sia fatto anche di altro, nelle emozioni e sentimenti, soprattutto di quell’altro in cui si eguaglia alla pari. I santi, perciò, nella loro umanità, sono assolutamente imitabili, ma in contemporanea, tutti noi, appartenenti a quel Mistero ontologico proprio della semplicità del cuore, e della misericordia umana e divina, aggiunge Padre Armando Pierucci, penetrando coi nostri occhi in quelli del lebbroso e nello sguardo di colui che soffre, scuotiamo le nostre sensorialità, vivendo profondamente, così, una condizione di grande gioia ed amore.

Il Vescovo di Senigallia, S.E. Franco Manenti, ci ha permesso in quest’ottica, di riflettere e comprendere il significato profondo della pace inteso nel superamento delle inquietudini interiori all’interno di un contesto di libertà, rendendoci di nuovo una visione di fede più aperta e concreta.

Il professor dottor Mustafa Alici, ha evidenziato come anche nel mondo islamico, particolarmente in Turchia, la figura di San Francesco viene attentamente studiata e concepita come elemento collante fra le due grandi religioni mondiali, sottolineando che esiste anche una letteratura accademica in tal senso (lui stesso è autore di una pubblicazione sul Santo di Assisi).

Purtroppo un problema tecnico non ha permesso di poter ascoltare il video della Prof.ssa Silvestri Di Cicco (non presente perché impegnata nei suoi ruoli istituzionali) imperniato sulla figura di Tommaso da Celano, il primo biografo di San Francesco d’Assisi.

Per ultimo l’Assessore alla Cultura, avvocato Massimo Bello (che nelle sue allora funzioni di Presidente del Consiglio Comunale, aprì, per la prima volta nella storia repubblicana di tale consesso, le porte ad un convegno sulla figura di San Francesco), con grande finezza ed atteggiamento giocoso, in conclusione, rivisitando quanto è stato affermato dai diversi relatori, presenti nella serata, ha ben pensato di ridisegnare la figura di San Francesco, quale protettore degli italiani, ma anche degli studenti, ricordando in passato gli stessi quando ogni 4 di ottobre, dopo la cerimonia eucaristica, al termine della mattinata scolastica, recitavano con commozione il cantico delle creature, ridonando a tutti, silenziosamente, un cuore semplice e sincero col quale rientrare in punta di piedi, a casa, in famiglia, con il sorriso.

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