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L’ex giocatore della Vigor Nobile Capuani ottiene giustizia in Spagna anche per lo Jumilla calcio

SENIGALLIA – Ulteriore, significativo riconoscimento delle ragioni dell’ex centravanti della Vigor Nobile Capuani nella lunga e travagliata vicenda giudiziaria che l’aveva visto protagonista in Spagna, dove chiusa la sua stagione col calcio giocato si era trasferito come manager impegnandosi in due società differenti, lo Jumilla e la Eldense, militanti tra Segunda e Tercera Divisiòn spagnole.

Già nota la sua vicenda con la Eldense, di cui era stato presidente e che l’aveva visto coinvolto in una inchiesta su presunte combine dopo il 12 a 0 con cui il Barcellona B aveva battuto l’Eldense, il che aveva dato la stura a un percorso giudiziario interminabile, scandito per Capuani da un arresto e da un iter processuale nel corso del quale aveva anche preso forma una campagna di stampa che aveva coinvolto Capuani espandendosi dalle testate spagnole a quelle italiane.

Capuani, che aveva già ottenuto un primo riconoscimento da parte della giustizia europea, è uscito assolto da quella vicenda nel marzo scorso, e a quei fatti aveva dedicato – mentre l’iter giudiziario stava ancora facendo il suo corso – un toccante libro autobiografico, «Il sogno nel pallone», che aveva presentato la scorsa estate a Senigallia, in Piazza Roma, ritrovando tanti ex compagni di squadra e tifosi che l’avevano seguito quando, alla fine degli anni ottanta, aveva militato nella Vigor allenata da Maurizio Marchini, risultando anche tra i protagonisti di un sofferto e vittorioso spareggio disputato a Castelfidardo contro il Camerino.

Meno conosciuta, ma ugualmente dolorosa per Capuani, era stata però un’altra vicissitudine attraversata quando era alla guida dell’altro club spagnolo, lo Jumilla, società che l’ex calciatore della Vigor controllava ma che era transitata sotto il controllo di altri a seguito di un accordo che comportava le dimissioni automatiche del presidente – che era appunto Capuani – e della giunta che reggeva il club. Capuani aveva dovuto saldare tutti i debiti di quella società ma al contempo ne aveva perso il controllo. Aveva però contestato con risolutezza la liceità di quell’accordo e, nel novembre del 2025, aveva ottenuto una prima pronuncia favorevole da parte del Giudice della Sezione Civile di Jumilla, che aveva decretato la nullità di quell’intesa.

Adesso, con comunicazione datata 22 giugno 2026 e notificata a Capuani nei giorni scorsi, la Secciòn Civil y de Instrucciòn del “Tribunal de Instancia” di Jumilla ha decretato la piena esecutività della sentenza, che dal 22 giugno è dunque divenuta definitiva e inappellabile. Il giocatore ne dà notizia, con la soddisfazione di aver visto di nuovo riconoscere le sue ragioni dopo, così scrive, “dieci lunghi anni” di iter giudiziario scandito da “due cause, una penale e una civile”.

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